Time: “In Iran nel corso delle dimostrazioni dell’8 e 9 gennaio potrebbero essere state uccise oltre 30.000 persone”

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AgenPress. Secondo un’indagine interna ottenuta dalla rivista statunitense Time, nelle giornate del 8 e 9 gennaio 2026 potrebbero essere state uccise fino a 30.000 persone nelle strade dell’Iran durante la repressione delle proteste antigovernative in corso nel Paese.

Le cifre, riferite da due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano e ottenute in forma anonima, superano di gran lunga i numeri ufficiali diffusi dal governo di Teheran e dalle ONG internazionali e sono ancora oggetto di forte discussione.

Secondo il report, le autorità sanitarie iraniane avrebbero osservato una tale quantità di vittime che le scorte di sacchi per cadaveri si sono esaurite e i tradizionali mezzi di soccorso, come ambulanze, sono stati temporaneamente sostituiti da mezzi pesanti, come autoarticolati a diciotto ruote, per trasportare i corpi fuori dalle aree colpite.

Questa testimonianza è stata ripresa e rilanciata da diverse agenzie di stampa che cita fonti diplomatiche e media esteri nel riportare il quadro estremamente critico della situazione.

Il governo iraniano non ha confermato i dati di Time e, nelle dichiarazioni pubbliche, continua a fornire numeri molto più bassi. Secondo il conteggio reso noto ufficialmente, le vittime riconosciute sarebbero nell’ordine di poche migliaia in tutto il periodo delle proteste, cifra basata su fonti statali e media controllati dallo Stato.

Organizzazioni per i diritti umani, come la Human Rights Activists News Agency (HRANA), hanno verificato diverse migliaia di decessi durante le proteste – ad esempio oltre 5.000 secondo gli ultimi aggiornamenti – e stanno ancora esaminando migliaia di casi sospetti.

La stima del Time si basa su dati interni non diffusi pubblicamente, testimonianze raccolte da personale sanitario e rapporti non ufficiali. Tuttavia, la mancanza di accesso a internet e di comunicazioni libere a partire dal blackout nazionale iniziato l’8 gennaio ha reso estremamente difficile la verifica indipendente dei fatti e dei numeri».

Questa situazione di isolamento informativo si è tradotta in una grande incertezza sui bilanci reali, con numeri che variano da qualche migliaio fino alle proiezioni più alte come quelle pubblicate dal Time.

Le proteste in Iran, scoppiate alla fine di dicembre 2025 per motivi economici e presto trasformatesi in un movimento di opposizione più ampio contro l’establishment politico, sono state duramente represse dalle forze di sicurezza. Il blackout delle comunicazioni e la difficoltà di raccolta delle informazioni hanno oscurato la portata effettiva delle violenze e delle morti.

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