Vannacci. Toni Da Re: “Ora è chiaro perchè criticai Salvini”

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AgenPress. «Ora dovrebbe essere chiaro a tutti perché misi in guardia il mio (ex) segretario sul Generale. Lo criticai, forse alla mia maniera diretta, ma i fatti dimostrano che avevo visto giusto».

Così Toni Da Re, oggi indipendente, interviene sull’uscita del vicesegretario della Lega.

«Ero ancora parlamentare europeo quando assistetti all’ingresso del Generale nella Lega. Fu subito evidente che i miei valori non potevano essere accostati ai suoi, né a quelli di una Lega che non riconoscevo più, nonostante oltre quarant’anni di militanza. Per questo annunciai pubblicamente che non mi sarei ricandidato se quel soggetto fosse entrato nelle liste».

«Quell’operazione segnalava senza ambiguità uno spostamento del partito verso l’estrema destra ed era chiaro a tutti che l’obiettivo non fosse rafforzare la Lega, ma usare la Lega per altri fini politici. Lo sapevano tutti, tranne forse chi avrebbe dovuto capirlo per primo».

Da Re affonda poi il colpo sulla leadership: «Salvini si è fatto usare. E permettendo quell’ingresso ha dimostrato di non avere fiuto politico. Ha sacrificato i valori fondanti del partito per un’operazione di pura sopravvivenza personale, nel tentativo di mettersi al riparo da una debacle alle elezioni europee che, se confermata, avrebbe dovuto portare alle sue dimissioni».

«Ora non ci sono più alibi. La Lega è un partito lacerato, che continua a nascondere la polvere sotto il tappeto invece di affrontare la realtà. Salvini non ha più scuse: quale carta pensa di giocare adesso per evitare di fare i conti con il fallimento politico che è sotto gli occhi di tutti?».

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