Tutti i dati che il Garante nazionale utilizza per lo studio e l’analisi, sono tratti dagli applicativi del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (DAP).
Il Report contiene anche grafici esplicativi E distingue i decessi in cinque categorie principali: suicidi; decessi per cause naturali; decessi per cause da accertare; decessi accidentali; omicidi. La distinzione non ha solo valore ai fini della pubblicazione, ma vuole rendere conto delle specificità insite nel fenomeno più ampio dei decessi in carcere, in particolare dei suicidi, che toccano anche aspetti legati all’animo umano e alla necessità di un’attenzione costante alla persona e alle sue fragilità.
Per consentire al lettore una corretta interpretazione dei dati sui decessi il Report considera poi l’andamento della popolazione carceraria nel periodo di riferimento. La presenza media di persone detenute è passata da 53.758 unità nel 2021 a 62.841 nel 2025, registrando un incremento del 16,9%. L’aumento, che ha molte concause, è un dato essenziale per contestualizzare l’evoluzione del numero di decessi e valutarne l’incidenza sulla popolazione detenuta.
Emerge così che, nel periodo compreso tra il primo gennaio ed il 31 dicembre 2025, il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha registrato un totale di 254 decessi. Tra questi si contano: 76 suicidi (29,92% sul totale); 125 decessi per cause naturali (49,21%); 50 decessi per cause da accertare (19,69%); 3 decessi accidentali (1,18%).
Se risulta complessivamente un aumento rispetto al 2024 (246 decessi complessivi), risulta invariata la percentuale sulla popolazione carceraria (0,4%) e sono in diminuzione sia i suicidi, passati da 83 nel 2024 ai 76 dello scorso anno, sia i decessi per cause naturali, scesi da 142 a 125. Risultano invece in aumento i decessi per cause da accertare, saliti da 15 del 2024 ai 50 dello scorso anno. Rientrano in questa categoria i casi per i quali, al momento della rilevazione statistica, non è ancora stata determinata con certezza la causa del decesso, sia per la necessità di accertamenti medico-legali approfonditi, sia per l’eventuale pendenza di indagini giudiziarie. Man mano che gli esiti degli accertamenti si concludono in maniera ufficiale può cambiare perciò la distribuzione fra le categorie indicate.
Nella sua totalità, l’analisi vuole contribuire ad un dialogo informato sulle condizioni di vita nelle carceri italiane, nella convinzione che solo attraverso la conoscenza dei dati e delle loro implicazioni sia possibile promuovere interventi efficaci per garantire il rispetto della dignità umana e la tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute.
