Il 14 marzo manifestazione nazionale in difesa della sanità

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PROF. AODI “CHIEDIAMO STESSI STANDARD DI QUALITÀ E SICUREZZA PER TUTTE LE STRUTTURE, DIFENDERE IL SSN E I PROFESSIONISTI SANITARI”


AgenPress. Il 14 marzo 2026 alle ore 11, presso il Teatro Brancaccio di Roma, si terrà la manifestazione nazionale promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, con l’obiettivo di ribadire un principio centrale per il futuro del sistema sanitario: garantire stessi standard di cura, sicurezza e qualità per tutti i cittadini.
L’iniziativa nasce in un momento particolarmente complesso per la sanità italiana, segnato da liste d’attesa persistenti, crescente pressione sui servizi sanitari, difficoltà organizzative territoriali e crescente disagio tra i professionisti della sanità.
Tra i nodi principali al centro del dibattito vi sono l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario — la cui revisione, compreso il compenso dello specialista, rappresenta un passaggio indispensabile per garantire sostenibilità, qualità delle prestazioni e sicurezza dei percorsi di cura — la sostenibilità economica delle prestazioni sanitarie, la definizione di autorizzazioni uniformi per tutte le strutture, la sicurezza dei percorsi di cura e la tutela dei professionisti sanitari.

Il tema riguarda l’intera architettura del Servizio sanitario nazionale, che oggi si regge su un equilibrio tra sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata, tutte componenti chiamate a operare nel rispetto di requisiti minimi strutturali, organizzativi e professionali uniformi.

LA POSIZIONE DELLA RETE ASSOCIATIVA: DIFENDERE IL SISTEMA SANITARIO NEL SUO INSIEME
In questo quadro AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, AISCNEWS – Agenzia Mondiale Informazione Senza Confini, USEM – Unione Sportiva Euromediterranea e il Movimento Internazionale Uniti per Unire, insieme al consorzio internazionale di agenzie stampa CISC Network, riflettono, analizzano e sostengono la mobilitazione promossa da UAP, confermando la loro presenza alla manifestazione del 14 marzo accanto all’organizzazione guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino.
Le associazioni e i movimenti sottolineano che la difesa del diritto alla salute non può essere separata dalla difesa dell’equilibrio dell’intero sistema sanitario, nel quale pubblico e privato devono operare con regole omogenee, controlli uniformi e requisiti minimi elevati.
Secondo la rete associativa, qualità dell’assistenza, sicurezza dei pazienti e tutela dei professionisti sanitari rappresentano pilastri imprescindibili del sistema sanitario italiano.

I TEMI CHIAVE DELLA MANIFESTAZIONE: SANITÀ, LAVORO E DIRITTO ALLA SALUTE
La manifestazione del 14 marzo nasce anche dalla consapevolezza che senza tariffe adeguate e senza un aggiornamento realistico del nomenclatore tariffario si mette a rischio la sostenibilità dell’intero sistema sanitario, in particolare per le strutture che operano nel settore della diagnostica, della riabilitazione e delle prestazioni specialistiche.
Le organizzazioni evidenziano inoltre che la crescita della medicina difensiva, l’aumento delle aggressioni ai professionisti sanitari e la complessità burocratica stanno rendendo sempre più difficile il lavoro quotidiano di medici e operatori sanitari.
In questo contesto diventano centrali il ruolo delle Regioni nella governance sanitaria e quello degli Ordini professionali e degli albi nel garantire qualità, competenze e sicurezza dei percorsi di cura.

L’INTERVENTO DEL PROFESSOR FOAD AODI
In rappresentanza della rete associativa interverrà il professor Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, nonché membro del consiglio direttivo UAP e del consiglio direttivo AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti.
“Il 14 marzo dobbiamo essere tutti presenti al Teatro Brancaccio perché è in gioco la difesa della sanità italiana e del diritto alla salute dei cittadini. Parliamo di un sistema che deve continuare a garantire qualità, sicurezza e professionalità, mettendo al centro il paziente e tutelando allo stesso tempo tutti i professionisti della sanità”.
“Difendere la sanità significa difendere un patrimonio nazionale. Dobbiamo garantire requisiti minimi chiari, autorizzazioni uniformi e standard di qualità elevati per tutte le strutture sanitarie, perché non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

PROFESSIONISTI SANITARI DA TUTELARE, PUBBLICO E PRIVATO ALLEATI PER LE CURE
Il professor Aodi richiama inoltre con forza il tema della tutela dei professionisti sanitari e della necessità di superare contrapposizioni ideologiche tra le diverse componenti del sistema sanitario.
“Difendere i professionisti sanitari significa difendere la qualità delle cure. Medici, infermieri e operatori sanitari devono poter lavorare in condizioni di sicurezza, con responsabilità chiare e con il rispetto delle loro competenze”.
“Sanità pubblica, sanità privata accreditata e sanità privata autorizzata non devono essere messe una contro l’altra. Sono parti dello stesso sistema e rappresentano insieme uno scudo di cura per i cittadini”.

MEDICINA DIFENSIVA, BUROCRAZIA E FUGA DEI PROFESSIONISTI
Secondo Aodi una delle criticità più rilevanti riguarda la crescita della medicina difensiva, che non interessa soltanto i medici ma tutti i professionisti sanitari.
“Quando aumenta la medicina difensiva significa che il sistema non offre abbastanza tutele e chiarezza normativa. Questo comporta sprechi di risorse, rallentamenti nei percorsi di cura e un aumento della pressione sui professionisti sanitari”.
Il professore richiama inoltre l’attenzione su un fenomeno sempre più evidente nel sistema sanitario italiano: le dimissioni dal servizio pubblico, la fuga di professionisti verso l’estero e la crescente difficoltà nel trattenere competenze qualificate.

LISTE D’ATTESA, TRASPARENZA E INFORMAZIONE SANITARIA
Altro tema centrale riguarda la riduzione delle liste d’attesa, una delle principali criticità percepite dai cittadini.
Secondo la rete associativa è necessario rafforzare il coordinamento tra strutture pubbliche e private accreditate e garantire un’informazione sanitaria trasparente e senza censura.
“Difendere la sanità significa anche difendere un’informazione sanitaria corretta e trasparente, perché la comunicazione è parte integrante della tutela del diritto alla salute”.

LE CRITICITÀ DEL PERSONALE SANITARIO: I DATI DELLE INDAGINI AMSI-UMEM
Le indagini aggiornate al 31 gennaio 2026 evidenziano una situazione sempre più critica per il personale sanitario. La carenza complessiva nel Servizio sanitario nazionale è stimata in circa 158.000 professionisti mancanti, in aumento rispetto ai 150.000 stimati alla fine del 2025.
La mancanza più significativa riguarda gli infermieri, con oltre 104.000 unità, seguiti da circa 48.000 medici, oltre 37.000 operatori socio-sanitari e più di 22.000 professionisti appartenenti ad altre professioni sanitarie. Senza interventi strutturali, la proiezione indica un possibile aumento del fabbisogno fino al 30% nei prossimi cinque anni.
Crescono anche le dimissioni volontarie dal Servizio sanitario nazionale: oltre 9.800 nel 2024 e più di 11.300 nel 2025, con un trend in aumento nel 2026. Le cause principali sono burnout, turni pesanti, stress organizzativo, gap retributivo e aumento della medicina difensiva.
Nel solo 2025 circa 6.700 infermieri e oltre 4.300 medici hanno lasciato l’Italia per lavorare all’estero. Negli ultimi cinque anni il sistema sanitario ha perso oltre 44.000 professionisti, tra emigrazione, pensionamenti anticipati e abbandono della professione.
Particolarmente grave è anche il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, che superano 29.000 episodi l’anno, con un incremento del 36% nell’ultimo anno e un aumento del 42% nei Pronto Soccorso.
Nel settore dell’emergenza-urgenza la situazione è ancora più delicata: oltre 5.000 medici mancanti, una riduzione del 23% del personale nei Pronto Soccorso nell’ultimo anno e fino al 30% dei turni coperti tramite cooperative o contratti temporanei.
A questi dati si aggiunge il tema del sottofinanziamento del sistema sanitario: la spesa pubblica in Italia è pari al 6,7% del PIL, contro una media europea superiore al 7,5%. I medici italiani percepiscono inoltre retribuzioni inferiori del 20-25% rispetto a Germania e Francia, mentre gli infermieri restano tra i meno pagati dell’Europa occidentale.

IL CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI SANITARI DI ORIGINE STRANIERA
Le analisi evidenziano inoltre come il contributo dei professionisti sanitari di origine straniera sia diventato sempre più importante per la tenuta del sistema sanitario italiano.
Alla fine del 2025 le strutture sanitarie italiane hanno richiesto circa 14.400 professionisti sanitari di origine straniera, tra cui 7.600 medici, oltre 5.200 infermieri e circa 1.600 professionisti dell’area riabilitativa e tecnica.
Il fabbisogno maggiore riguarda Veneto e Piemonte, seguiti da Lombardia, Puglia, Lazio ed Emilia-Romagna, mentre anche Regioni con popolazione più ridotta registrano richieste significative.
Le specializzazioni più richieste riguardano anestesia e rianimazione, ortopedia, medicina d’urgenza, radiologia, chirurgia, ginecologia, pediatria, cardiologia, geriatria e medicina generale, oltre alle attività diagnostiche e riabilitative.
Secondo le analisi della rete associativa, il contributo dei professionisti sanitari di origine straniera rappresenta ormai un elemento strutturale della programmazione sanitaria regionale, indispensabile per garantire copertura dei turni, continuità assistenziale e funzionamento dei reparti.

LA POLITICA DIA RISPOSTE CONCRETE, NON PROMESSE
«Oggi più che mai la politica è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità. Servono risposte concrete e non l’ennesima sequenza di promesse non mantenute. Negli ultimi quindici anni – sottolinea Aodi – nessun governo è riuscito a favorire con continuità e visione strategica gli investimenti nella sanità italiana. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il nostro sistema sanitario, che per anni è stato tra i più apprezzati al mondo, ha progressivamente perso posizioni e capacità di risposta».
«Con la nostra azione e con il lavoro quotidiano delle associazioni che rappresentiamo – attraverso manifestazioni, conferenze stampa e iniziative pubbliche come quella promossa dall’UAP – vogliamo riportare al centro dell’agenda politica e istituzionale tutte le criticità della sanità italiana, a 360 gradi. Parliamo di problemi che riguardano tutte le branche e tutti i professionisti del settore sanitario».
«L’obiettivo è uno solo: rilanciare il Servizio sanitario nazionale e riportare la sanità italiana ai primi posti nel mondo, restituendo dignità ai professionisti e garantendo ai cittadini il diritto alla salute con standard di qualità, sicurezza e accesso realmente adeguati».

L’APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE DEL 14 MARZO
In conclusione il professor Aodi lancia un appello alla partecipazione alla manifestazione nazionale promossa da UAP.
“Il 14 marzo al Teatro Brancaccio sarà un momento di responsabilità collettiva. Difendere la sanità pubblica, la sanità privata accreditata e la sanità privata autorizzata significa difendere il diritto alla salute e il futuro del nostro sistema sanitario”.
“Ai decisori politici chiediamo risposte concrete. La sanità italiana ha bisogno di scelte chiare, di riforme efficaci e di una visione strategica. I cittadini giudicheranno la politica non dalle promesse ma dalla capacità di trasformarle in risultati”.

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