Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria chiedono all’Ue una tassa sugli extraprofitti energetici per frenare i rincari

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AgenPress. Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria hanno chiesto all’Ue che le compagnie energetiche contribuiscano ad alleggerire l’onere per consumatori e contribuenti innescati dalla guerra in Medio Oriente, usando quegli extraprofitti che le aziende stanno accumulando proprio grazie all’aumento dei prezzi dei carburanti.

I cinque ministri dell’Economia e delle Finanze, tra cui quello italiano Giancarlo Giorgetti, lo hanno scritto in una lettera indirizzata al commissario Ue per il Clima, Wopke Hoekstra, indicando come gli interventi presi a livello nazionale sulle accise debbano essere accompagnati da uno sforzo comune.
La missiva sottolinea come il conflitto in Medio Oriente abbia causato un aumento dei prezzi del petrolio, gravando sull’economia: “È importante garantire che tale onere sia distribuito equamente. Una soluzione europea di questo tipo fungerebbe da segnale per i cittadini e per l’economia, dimostrando che siamo uniti e in grado di agire”.
I dati del Ministero dell’Industria e del Made in Italy, hanno confermato che il prezzo medio dei carburanti in modalità self service ha raggiunto 1,777 euro al litro per la benzina e 2,130 euro per il gasolio. La Germania ha segnalato difficoltà analoghe.
Sulla rete autostradale italiana i costi salgono ulteriormente, toccando i 2,145 euro per il diesel. Per contrastare eventuali speculazioni, il governo ha intensificato i controlli tramite la Guardia di Finanza: le verifiche hanno già interessato oltre 1.900 impianti di distribuzione, portando alla denuncia di 104 soggetti e al sequestro di ingenti quantità di carburante.
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