L’avviso di conclusione delle indagini, notificato ai legali di Andrea Sempio, rappresenta il passaggio che precede la richiesta di rinvio a giudizio. L’accusa contestata al 38enne è quella di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti.
Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata dal procuratore Fabio Napoleone, Chiara Poggi sarebbe stata colpita violentemente con un corpo contundente dopo una colluttazione iniziale. Gli investigatori sostengono che la giovane sarebbe stata aggredita più volte alla testa e al volto, trascinata verso la cantina e colpita ancora mentre tentava di reagire. Infine il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale della cantina, dove sarebbero stati inferti ulteriori colpi mortali.
I pm parlano di almeno dodici lesioni tra cranio e volto e descrivono un’azione “efferata”, elemento che ha portato a contestare l’aggravante della crudeltà. Per l’accusa, inoltre, il movente sarebbe legato al rifiuto di presunte avances da parte di Andrea Sempio nei confronti della vittima.
La decisione della Procura rischia ora di avere conseguenze enormi anche sulla posizione di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva nel 2015. Gli atti dell’inchiesta verranno infatti trasmessi alla Procura generale di Milano, che potrebbe valutare la richiesta di revisione del processo che portò alla condanna di Stasi.
Il caso di Garlasco, uno dei più discussi della cronaca italiana degli ultimi vent’anni, torna così al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria. Le nuove indagini si sono concentrate soprattutto su elementi genetici e intercettazioni che, secondo gli investigatori, avrebbero rafforzato i sospetti nei confronti di Andrea Sempio, già finito sotto indagine in passato e poi archiviato.
La difesa di Sempio continua però a respingere ogni accusa. Gli avvocati dell’indagato sostengono che non esistano prove definitive e parlano di elementi “spiegabili” e ancora tutti da verificare in sede processuale.
Nel frattempo, la nuova svolta giudiziaria divide l’opinione pubblica e riapre interrogativi pesantissimi su una delle vicende più controverse della giustizia italiana: chi ha davvero ucciso Chiara Poggi? E soprattutto, Alberto Stasi ha trascorso anni in carcere da innocente oppure le nuove accuse non riusciranno a ribaltare la verità processuale stabilita finora?