AgenPress. Secondo diverse fonti informate sull’accaduto, funzionari statunitensi sospettano che hacker iraniani siano responsabili di una serie di violazioni dei sistemi che monitorano la quantità di carburante nei serbatoi di stoccaggio che riforniscono le stazioni di servizio in diversi stati.
Secondo queste fonti, gli hacker responsabili hanno sfruttato sistemi automatici di misurazione del livello del carburante (ATG) che erano online e non protetti da password, riuscendo in alcuni casi a manipolare le letture visualizzate sui serbatoi, ma non i livelli effettivi di carburante al loro interno.
Non è noto che le intrusioni informatiche abbiano causato danni fisici o lesioni, ma le violazioni hanno sollevato preoccupazioni in materia di sicurezza perché, in teoria, l’accesso a un sistema ATG potrebbe consentire a un hacker di far passare inosservata una perdita di gas, secondo gli esperti di sicurezza.
La storia di attacchi informatici dell’Iran contro i sistemi di stoccaggio del gas è uno dei motivi per cui il Paese è tra i principali sospettati. Tuttavia, le fonti hanno avvertito che il governo statunitense potrebbe non essere in grado di stabilire con certezza chi sia il responsabile a causa della mancanza di prove ufficiali lasciate dagli hacker.
Se il coinvolgimento dell’Iran venisse confermato, si tratterebbe dell’ennesimo caso di minaccia da parte di Teheran alle infrastrutture critiche sul territorio statunitense, che rimane al di fuori della portata dei droni e dei missili iraniani, nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran.
Da tempo i gruppi di hacker iraniani cercano obiettivi facili da colpire, come ad esempio i sistemi informatici statunitensi critici, connessi a Internet e collegati a siti petroliferi e del gas e a sistemi idrici. Dopo l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, i funzionari statunitensi hanno accusato hacker affiliati al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane di una serie di attacchi contro le aziende idriche statunitensi, che mostravano messaggi anti-israeliani sulle apparecchiature utilizzate per la gestione della pressione dell’acqua.
