Nadir Aodi e Shadia Awad (Coordinatori Dipartimento Gioventù e Nuove Generazioni del Movimento Uniti per Unire): “Solo uniti e con senso di responsabilità, umanità e senso di appartenenza all’Italia, possiamo promuovere e valorizzare l’integrazione e combattere la violenza ed i pregiudizi”
AgenPress. I drammatici fatti di cronaca registrati a Modena, dove la furia di un aggressore ha provocato una terribile tragedia, lasciano una scia di dolore e interrogano profondamente l’opinione pubblica.
Di fronte a questo dramma, l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), la Comunità del Mondo Arabo in Italia (CO-MAI), l’Unione Medica Euromediterranea (UMEM), la rete internazionale di informazione AISCNEWS – agenzia mondiale senza confini – e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE esprimono profondo cordoglio e assoluta solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, condannano con fermezza ogni forma di violenza e chiedono che venga fatta piena luce sulla tragedia.
A colpire profondamente, oltre alla brutalità dell’accaduto, è stato anche il coraggio di chi è intervenuto per fermare l’aggressore. Tra coloro che hanno aiutato e cercato di evitare conseguenze ancora più gravi vi erano anche giovani italiani di origine straniera. Un gesto che, secondo la rete associativa e i movimenti, rappresenta una risposta concreta contro ogni tentativo di divisione, odio o strumentalizzazione.
Perché nei momenti più drammatici nessuno domanda da dove vieni, quale lingua parli o quale sia la tua religione. Davanti al pericolo conta soltanto essere umani. Chi è intervenuto non cercava applausi o visibilità: ha semplicemente scelto di non voltarsi dall’altra parte.
La rete associativa e i movimenti ringraziano inoltre tutte le istituzioni e coloro che hanno proposto di valorizzare e premiare i giovani intervenuti durante la tragedia, rimandando al mittente tutte le strumentalizzazioni che rischiano di associare intere comunità a singoli episodi criminali.
Secondo la rete associativa e i movimenti, l’immigrazione qualificata va promossa, valorizzata e sostenuta, combattendo contemporaneamente disagio sociale, marginalità e illegalità.
IL VALORE DELLE NUOVE GENERAZIONI E LE NOSTRE INDAGINI AGGIORNATE AL 31 MARZO 2026
Secondo le indagini AMSI-CO-MAI-UXU, aggiornate al 31 marzo 2026, i cittadini stranieri residenti in Italia sono oltre 5,4 milioni, pari a circa il 9,2% della popolazione totale. Tra questi, i minori stranieri residenti superano 1 milione e 40mila, mentre oltre 1,3 milioni di ragazzi con background migratorio appartengono alle seconde generazioni nate o cresciute nel nostro Paese, figli di uno o di entrambi i genitori immigrati.
Le comunità più numerose provengono da Romania (20,5%), Albania (8,1%), Marocco (7,8%), Cina (5,7%), Ucraina (4,5%) ed Egitto (3,1%). Parallelamente, nel solo 2024 oltre 217mila cittadini stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana, con una forte presenza di giovani e seconde generazioni.
La rete associativa e i movimenti sottolineano come oltre il 90% dei figli delle prime storiche migrazioni professionali degli anni ’60, ’70 e ’80 abbia oggi cittadinanza italiana, percorsi universitari consolidati e una piena integrazione sociale e professionale.
Il professor Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, dichiara:
“Ringraziamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e tutte le istituzioni che hanno espresso vicinanza alle vittime e riconoscenza verso chi è intervenuto con coraggio. Le comunità di origine straniera presenti in Italia sono solidali con i feriti e con le famiglie colpite e respingono qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica, mediatica o ideologica di questa tragedia.”
“Da oltre 25 anni sosteniamo che occorra distinguere chiaramente tra immigrazione qualificata, integrazione positiva e situazioni di marginalità o illegalità. Servono politiche serie, non slogan. Bisogna valorizzare chi studia, lavora, rispetta la legge e contribuisce ogni giorno alla crescita del Paese.”
MANIFESTO “UNIONE PER L’ITALIA”
Aodi sottolinea inoltre il ruolo del Comitato Politico Internazionale del Movimento UNITI PER UNIRE e del Dipartimento Gioventù e Nuove Generazioni, coordinato dal dottor Nadir Aodi-Podologo e dall’avvocato Shadia Awad italo-palestinese), impegnati nella costruzione del Manifesto “Unione per l’Italia”, un progetto orientato a rafforzare integrazione, prevenzione, salute, cultura della legalità, cooperazione internazionale, dialogo interculturale e interreligioso e rispetto della Costituzione italiana.
“Parliamo di giovani di varie nazionalità che oggi studiano, lavorano e si sentono italiani al cento per cento. Il Dipartimento Gioventù e Nuove Generazioni è formato da tantissimi ragazzi che credono nei valori dello Stato italiano, nella partecipazione civica e nel rispetto delle istituzioni.”
“Per questo bisogna rafforzare il principio di diritti e doveri, rispettare la legalità, la legislazione italiana e le istituzioni, combattendo contemporaneamente ogni forma di isolamento sociale e burocratico. Concedere la cittadinanza italiana a chi cresce, studia e vive nel nostro Paese significa anche evitare solitudine, distanza sociale e marginalizzazione.”
“Le nuove generazioni hanno una loro storia che va rispettata. La prima immigrazione degli anni ’60, ’70 e ’80 era composta soprattutto da professionisti qualificati che hanno costruito qui la loro vita. I loro figli oggi sono universitari, professionisti e cittadini italiani. Successivamente sono arrivate nuove fasi migratorie dall’Est Europa, poi dal periodo delle Primavere arabe e infine dalla fase post-pandemia. Molti ragazzi delle seconde e terze generazioni non hanno ancora cittadinanza italiana e questo rischia di creare distanza, sfiducia e solitudine.”
SCUOLA, UNIVERSITÀ E LOTTA ALL’ODIO
La rete associativa e i movimenti propongono inoltre di rafforzare i dibattiti nelle scuole e nelle università sui temi dell’integrazione, della prevenzione della violenza, del dialogo interculturale e della partecipazione civica delle nuove generazioni.
“Dobbiamo combattere con forza islamofobia, antisemitismo, odio razziale, odio religioso e disinformazione, evitando strumentalizzazioni mediatiche e politiche sterili che rischiano soltanto di aumentare tensioni e paure. Bisogna combattere ogni forma di pregiudizio e abbattere i muri della burocrazia che rallentano integrazione e senso di appartenenza.”
“La sicurezza si difende con legalità, integrazione, prevenzione e partecipazione attiva delle nuove generazioni. Il Manifesto ‘Unione per l’Italia’ nasce proprio per costruire una Italia unita, inclusiva e capace di valorizzare chi contribuisce realmente alla crescita del Paese.”
LA SCUOLA POLITICA DELLE NUOVE GENERAZIONI
Il dottor Nadir Aodi e Shadia Awad invitano inoltre tutti i giovani ad avvicinarsi al progetto promosso dal Movimento UNITI PER UNIRE, dalla rete associativa, dal Comitato Politico Internazionale e dal Dipartimento Gioventù e Nuove Generazioni, attraverso la nascita di una scuola politica orientata a formare nuove generazioni preparate, responsabili e partecipative.
“Vogliamo insegnare ai giovani il valore della vera politica, quella fatta di servizio, dialogo, competenze e impegno concreto per la collettività. Una politica vissuta con passione e responsabilità civile, non come professione o ricerca di privilegi personali.”
Il professor Foad Aodi aggiunge:
“Chi sbaglia deve pagare, senza alcun dubbio, perché la legalità va difesa sempre. Le regole devono valere per tutti, senza differenze e senza doppi standard. Ma allo stesso tempo bisogna evitare slogan o proposte punitive utilizzate soltanto per alimentare tensioni e paure.”
“Servono invece politiche serie, concrete e credibili. I cittadini chiedono da anni risposte reali su integrazione, sicurezza, diritti e doveri. La buona politica si misura dai risultati, dalla capacità di ascoltare e dal coraggio di costruire soluzioni vere per il Paese.”
“L’UMANITÀ VIENE PRIMA DELLE DIFFERENZE”
La rete associativa e i movimenti ribadiscono infine che quanto accaduto a Modena dimostra come, nei momenti più difficili, non contino provenienza, religione o nazionalità.
Conta il coraggio di chi sceglie di aiutare.
Conta il rispetto della legalità.
Conta il valore umano di chi non si volta dall’altra parte.
Perché il coraggio non ha nazionalità, la solidarietà non ha confini e l’umanità vale molto più di qualsiasi etichetta.
