AMSI-CO-MAI. Tragedia di Modena, solidarietà dalle reti associative e condannano e chiedono giustizia per le vittime.

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Aodi: Attivare subito il monitoraggio dei pazienti psichiatrici abbandonati e fermare le speculazioni strumentali contro i migranti. Subito un piano per i malati psichiatrici pericolosi. No all’odio contro le comunità straniere: immigrati e seconde generazioni tra i primi a bloccare l’aggressore»


AgenPress. I drammatici fatti di cronaca registrati a Modena, dove la furia di un aggressore ha provocato una terribile tragedia, lasciano una scia di dolore e interrogano profondamente l’opinione pubblica. Di fronte a questo dramma, l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), la Comunità del Mondo Arabo in Italia (CO-MAI), l’Unione Medica Euromediterranea (UMEM), la rete internazionale di informazione agenzia mondiale senza confini (AISCNEWS) e il Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE esprimono profondo cordoglio e assoluta solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, condannano e chiedono a gran voce che sia fatta piena luce e giustizia.

La riflessione della rete associativa e dei movimenti
La rete associativa e i movimenti riflettono con gravità sull’accaduto e condannano fermamente ogni forma di violenza. Le associazioni affermano all’unanimità che la sicurezza pubblica e la prevenzione non possono prescindere da una presa in carico reale dei soggetti più fragili, ponendo l’accento sulle falle di sistema che permettono il consumarsi di simili tragedie.

Il commento del Prof. Foad Aodi sulla piaga della salute mentale
A farsi portavoce di questa profonda riflessione a nome di tutte le sigle è il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale ed esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, che dichiara:

«Questa tragedia riapre, attraverso inevitabili riflessioni, lo dico da medico, il dibattito urgente sulla gestione, il monitoraggio costante e lo stato di abbandono in cui vengono lasciati i pazienti psichiatrici pericolosi. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle vittime e rivolgiamo un enorme e sentito grazie alle forze dell’ordine e a tutti coloro che sono intervenuti sul posto rischiando la propria vita per fermare l’autore della tragedia».

Il no alla strumentalizzazione contro i migranti
Successivamente, il Prof. Foad Aodi, parlando a nome delle associazioni e dei movimenti, lancia un fermo monito contro ogni tentativo di distorsione della realtà:
«Diciamo un “no” categorico a qualsiasi tentativo di strumentalizzare o generalizzazione pericolosa dell’accaduto contro i migranti e le seconde generazioni. La follia e la patologia non hanno nazionalità. È fondamentale ricordare che in quei drammatici momenti, tra i cittadini che sono intervenuti con coraggio per bloccare l’autore della tragedia e difendere il prossimo, c’erano anche immigrati e ragazzi di seconda generazione. La sicurezza e la giustizia si ottengono potenziando le strutture sanitarie, non alimentando l’odio».

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