AgenPress. La Russia ha annunciato la consegna di munizioni nucleari a depositi militari situati in Bielorussia nell’ambito di vaste esercitazioni sulle forze nucleari. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa russo, confermando un ulteriore rafforzamento della cooperazione militare tra Mosca e Minsk in una fase di crescente tensione internazionale.
“Nel quadro dell’esercitazione delle forze nucleari, munizioni nucleari sono state consegnate ai depositi militari nell’area di dispiegamento della brigata missilistica nella Repubblica di Bielorussia”, si legge nella nota diffusa dal ministero russo.
Secondo quanto riferito dalle autorità militari di Mosca, l’unità missilistica bielorussa coinvolta nelle operazioni ha svolto esercitazioni specifiche per la ricezione delle cosiddette “munizioni speciali” destinate al sistema missilistico tattico mobile 9K720 Iskander. Le manovre avrebbero incluso il caricamento delle munizioni sui mezzi di lancio e il trasferimento segreto verso aree designate per la preparazione al lancio.
Il sistema Iskander-M è considerato uno degli strumenti strategici più avanzati dell’arsenale russo. Capace di trasportare sia testate convenzionali sia nucleari, il missile ha una gittata tale da coprire ampie aree dell’Europa orientale, elemento che alimenta le preoccupazioni della NATO e dei Paesi occidentali.
L’annuncio arriva in un momento di forte tensione tra Russia e Occidente, aggravata dalla guerra in Ucraina e dall’intensificazione delle esercitazioni militari nella regione. Mosca sostiene che le attività siano una risposta alle “provocazioni” e al rafforzamento militare della NATO ai propri confini.
La Bielorussia di Alexander Lukashenko resta uno dei principali alleati strategici della Russia guidata da Vladimir Putin. Negli ultimi anni Minsk ha ampliato la cooperazione militare con Mosca, consentendo anche il dispiegamento di sistemi d’arma russi sul proprio territorio.
Le esercitazioni nucleari russe vengono osservate con estrema attenzione dalle capitali occidentali, che temono un’ulteriore escalation militare e diplomatica nel cuore dell’Europa.
