Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sottolinea il valore identitario e costituzionale dell’iniziativa: «Rafforza il legame tra radici risorgimentali e democrazia repubblicana»
AgenPress. Nel corso del dibattito dedicato alla proposta di riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fatto pervenire un messaggio di adesione all’iniziativa, esprimendo apprezzamento per il percorso istituzionale avviato e per il significato simbolico della riforma.
Nel suo intervento il Ministro ha evidenziato come «il Canto degli Italiani non è soltanto una composizione musicale entrata nella nostra vita pubblica, è la voce della Nazione, un simbolo nel quale gli italiani riconoscono la propria storia, la propria unità e il proprio senso di appartenenza alla Repubblica».
Piantedosi ha inoltre sottolineato la coerenza dell’iniziativa con l’ordinamento repubblicano, richiamando il sistema dei simboli già tutelati: «Il nostro ordinamento, attribuendo forza normativa alla bandiera nazionale, alla capitale d’Italia, alle festività pubbliche e alle ricorrenze civili, testimonia come il legislatore abbia sempre considerato indispensabile valorizzare e rinvigorire anche formalmente i simboli della Repubblica».
Particolarmente rilevante il passaggio dedicato alla dimensione costituzionale della proposta, che – ha sottolineato il Ministro – rappresenta un completamento del percorso già avviato: «L’elevazione del Canto degli Italiani a rango di principio costituzionale si configurerebbe quale coerente completamento di un percorso già intrapreso dall’ordinamento, riconoscendo ad un elemento profondamente radicato nella coscienza collettiva la funzione di raccordare le radici risorgimentali della Nazione con i valori della democrazia repubblicana».
Nel messaggio si richiama infine il valore dei simboli come strumenti di coesione civile e identitaria: «I simboli della Repubblica hanno una portata giuridica e culturale che trascende la dimensione normativa, contribuendo a stimolare, in virtù della loro carica evocatrice e pedagogica, i pensieri e l’azione dei cittadini».
L’iniziativa legislativa prosegue ora il suo iter parlamentare nel solco di un ampio confronto istituzionale e politico volto a valorizzare uno dei principali elementi identitari della Repubblica.
