AgenPress. Si acuisce il confronto tra Italia e Spagna sulla gestione dei flussi migratori, mentre da Bruxelles arriva un nuovo appello all’unità tra gli Stati membri. Lo scontro diplomatico, alimentato dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, rischia di complicare il clima politico in vista dei principali dossier europei che saranno al centro dell’agenda dell’Unione nei prossimi mesi.
Albares ha criticato apertamente l’operato del governo guidato da Giorgia Meloni nella gestione della crisi migratoria che ha interessato Ceuta, sostenendo che l’Italia “non è stata all’altezza”. Il capo della diplomazia spagnola ha inoltre rivolto un attacco alla destra del suo Paese, definendo “irresponsabili” alcune delle posizioni assunte sul tema dell’immigrazione.
Le parole del ministro spagnolo hanno provocato l’immediata reazione di Roma. Dal Viminale è arrivata una replica basata sui dati relativi agli arrivi via mare: secondo il Ministero dell’Interno, durante il governo Meloni gli sbarchi sono diminuiti del 55% rispetto all’anno precedente e di circa l’82% rispetto al 2023, primo anno di insediamento dell’attuale esecutivo. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso l’azione del governo, ribadendo l’impegno dell’Italia nel contrasto all’immigrazione irregolare e nella cooperazione con i Paesi di origine e di transito.
Nel frattempo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invitato i governi europei a evitare divisioni su un tema particolarmente sensibile come quello migratorio. Il richiamo è rivolto alla necessità di rafforzare la collaborazione tra gli Stati membri per affrontare una sfida che coinvolge l’intera Unione europea, soprattutto alla luce delle crescenti pressioni alle frontiere esterne.
Ad alimentare il dibattito sono arrivate anche le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha sostenuto come “l’immigrazione stia uccidendo l’Europa”, rilanciando una linea particolarmente severa sulle politiche migratorie. Le sue parole hanno trovato eco nel confronto politico europeo, già segnato da profonde differenze tra i governi sul tema della gestione dei flussi.
Lo scontro tra Madrid e Roma si inserisce in un contesto di tensioni più ampio e potrebbe avere ripercussioni sui negoziati europei dei prossimi mesi, quando i Paesi membri saranno chiamati a confrontarsi su immigrazione, sicurezza delle frontiere e riforma delle politiche comuni di asilo. In questo scenario, il richiamo di Bruxelles all’unità appare come un tentativo di ricomporre le divergenze e favorire una strategia condivisa.
