Predazzo, un’orchidea bianca sulla tomba di famiglia per rendere omaggio ad Alcide De Gasperi nell’80° anniversario della Repubblica. Elisabetta Degasperi: «È importante custodire il suo esempio morale e di dialogo come modo migliore per guardare al futuro del nostro Paese»
AgenPress. Un’orchidea bianca deposta sulla tomba di famiglia, a Predazzo, nel luogo profondamente legato alle radici di Alcide De Gasperi. È stato questo il gesto con cui la Fondazione Insigniti OMRI ha voluto ricordare uno dei protagonisti della nascita della Repubblica italiana e della ricostruzione democratica del Paese, nell’ambito del percorso “80. L’Alba della Repubblica”, promosso in occasione dell’ottantesimo anniversario della Repubblica. Un gesto semplice che ha suscitato la commossa gratitudine della famiglia De Gasperi.
La Dottoressa Elisabetta Degasperi ha fatto pervenire alla Fondazione un messaggio nel quale ha sottolineato il valore ancora attuale dell’esempio dello statista:
«Gentilissimi, desideriamo esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti per aver voluto omaggiare il ricordo di Alcide Degasperi. Il vostro messaggio, lasciato presso la tomba di famiglia a Predazzo, ci commuove e ci ricorda che è importante custodire il suo esempio morale e di dialogo come modo migliore per guardare al futuro del nostro Paese. Grazie per aver condiviso questo momento di memoria.»
Parole che danno al gesto di Predazzo un significato che va oltre la commemorazione. Ricordare De Gasperi significa richiamare una concezione della politica e delle istituzioni fondata sulla responsabilità, sul dialogo e sulla capacità di ricercare soluzioni condivise.
De Gasperi, una memoria che parla ancora al presente
La figura di De Gasperi è tornata con particolare evidenza nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
A febbraio, a Trento, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università e all’intitolazione della Biblioteca Universitaria Centrale ad Alcide De Gasperi, il Capo dello Stato ne ha richiamato l’attualità di fronte ai rischi che nuove forme di barbarie possano riaffacciarsi nei rapporti tra gli Stati e nella vita internazionale.
Un richiamo divenuto ancora più significativo nei giorni scorsi, quando, nel messaggio del 4 settembre al Forum Ambrosetti di Cernobbio, Mattarella ha sottolineato i rischi del ritorno delle politiche di potenza e dell’uso della forza, indicando nella cooperazione e nell’Unione europea una risposta fondamentale alle sfide del nostro tempo.
Il giorno successivo, a Merano e a Trento, nel contesto delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’Accordo di Parigi, il Presidente ha nuovamente richiamato De Gasperi e Gruber come esempio di una soluzione politica fondata sul dialogo e sulla collaborazione.
L’insegnamento di De Gasperi, dunque, non appartiene soltanto alla storia della Repubblica: torna a interrogare il presente sui valori della democrazia, della responsabilità pubblica, della convivenza, dell’Europa e della pace.
La memoria come responsabilità
È questo il significato che la Fondazione Insigniti OMRI intende dare al percorso “80. L’Alba della Repubblica”: trasformare l’ottantesimo anniversario in un’occasione per riportare al centro il significato delle istituzioni repubblicane e il valore della responsabilità verso il futuro.
La scelta di ricordare De Gasperi a Predazzo, attraverso un’orchidea deposta sulla tomba di famiglia, nasce dalla convinzione che la memoria abbia valore quando diventa anche responsabilità verso le nuove generazioni.
Il percorso della Fondazione culminerà il 2 ottobre al Circo Massimo di Roma con il grande evento “80. L’Alba della Repubblica”, realizzato in collaborazione con la Questura di Roma, le Forze Armate e le Forze di Polizia, e dedicato in particolare alle nuove generazioni, con la partecipazione di migliaia di studentesse e studenti.
È a loro che la memoria deve essere consegnata: perché conoscere le persone, le scelte e i valori che hanno contribuito a costruire la Repubblica significa offrire alle nuove generazioni gli strumenti per comprenderne le istituzioni e sentirsi parte della loro storia.
Un’orchidea bianca sulla tomba di famiglia, nel luogo delle sue radici. Un messaggio di gratitudine. E, attraverso la figura di Alcide De Gasperi, un richiamo al dialogo, alla responsabilità e al servizio delle istituzioni: una lezione che, ottant’anni dopo la nascita della Repubblica, continua a parlare al presente e al futuro dell’Italia.
La scelta di ricordare De Gasperi a Predazzo, attraverso un’orchidea deposta sulla tomba di famiglia, nasce dalla convinzione che la memoria abbia valore quando diventa anche responsabilità verso le nuove generazioni.
Il percorso della Fondazione culminerà il 2 ottobre al Circo Massimo di Roma con il grande evento “80. L’Alba della Repubblica”, realizzato in collaborazione con la Questura di Roma, le Forze Armate e le Forze di Polizia, e dedicato in particolare alle nuove generazioni, con la partecipazione di migliaia di studentesse e studenti.
È a loro che la memoria deve essere consegnata: perché conoscere le persone, le scelte e i valori che hanno contribuito a costruire la Repubblica significa offrire alle nuove generazioni gli strumenti per comprenderne le istituzioni e sentirsi parte della loro storia.
Un’orchidea bianca sulla tomba di famiglia, nel luogo delle sue radici. Un messaggio di gratitudine. E, attraverso la figura di Alcide De Gasperi, un richiamo al dialogo, alla responsabilità e al servizio delle istituzioni: una lezione che, ottant’anni dopo la nascita della Repubblica, continua a parlare al presente e al futuro dell’Italia.
Lo scrive il prefetto Francesco Tagliente sul sito della fondazione Insigniti OMRI.
