Il presidente americano parla di una «fase decisionale» nella guerra con Teheran. «Nel prossimo futuro accadranno cose molto importanti». Trump non esclude inoltre un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian
AgenPress. Donald Trump torna ad alzare il livello della retorica sul conflitto tra Stati Uniti e Iran e annuncia che la Casa Bianca si trova ormai davanti a una decisione cruciale. In dichiarazioni riportate da Fox News, il presidente americano ha detto di essere entrato in una «fase decisionale» sulla guerra e ha lasciato intendere che nelle prossime settimane potrebbero arrivare svolte significative.
«La mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l’intera nazione? È meglio che si comportino bene», avrebbe dichiarato Trump, secondo quanto riferito dall’emittente americana. Il presidente ha aggiunto che «cose molto importanti» accadranno nel prossimo futuro.
Le parole arrivano in un momento particolarmente delicato per i rapporti tra Washington e Teheran. Trump ha infatti descritto il conflitto come arrivato a un punto di svolta, lasciando aperte diverse possibilità, dall’ulteriore pressione militare alla ricerca di un accordo.
Parallelamente alla minaccia di una nuova escalation, Trump ha mostrato di non voler chiudere completamente la porta alla diplomazia. Il presidente americano si è detto infatti aperto, almeno in linea di principio, a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
L’ipotesi di un faccia a faccia assume particolare rilievo alla vigilia della settimana di alto livello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, quando numerosi leader mondiali saranno a New York. Secondo le informazioni disponibili, anche esponenti della leadership iraniana saranno presenti negli Stati Uniti per gli appuntamenti diplomatici dell’Onu.
L’apertura di Trump arriva mentre Teheran ha presentato richieste per arrivare alla fine delle ostilità. Il nodo resta quello di trovare un’intesa che possa conciliare le richieste americane con le condizioni poste dall’Iran.
La possibilità di un negoziato si inserisce in un conflitto che negli ultimi mesi ha alternato fasi di combattimento, tregue e nuovi momenti di forte tensione. A settembre Pezeshkian aveva ribadito che l’Iran sarebbe stato pronto a rispondere positivamente qualora gli Stati Uniti fossero tornati a rispettare gli impegni previsti dal memorandum d’intesa raggiunto in precedenza. Il presidente iraniano aveva inoltre affermato che la guerra non è nell’interesse di nessuno e che Teheran rimaneva aperta a una soluzione negoziata.
Da parte americana, invece, Trump ha continuato a utilizzare una retorica fortemente minacciosa. Nei giorni scorsi aveva parlato di una «grande decisione» da prendere sulla prosecuzione della guerra, arrivando a evocare la possibilità di «annientare» il regime iraniano.
Il messaggio proveniente dalla Casa Bianca appare quindi duplice: da una parte la minaccia di un’ulteriore escalation militare, dall’altra la disponibilità a valutare un contatto diretto con la leadership iraniana.
A questo punto, l’attenzione è rivolta alle prossime decisioni di Washington e agli eventuali contatti diplomatici tra le due parti. L’apertura di Trump a un incontro con Pezeshkian potrebbe offrire uno spazio per una trattativa, ma le dichiarazioni del presidente americano confermano anche che l’opzione militare rimane sul tavolo.
La formula utilizzata da Trump — «se e quando» — sottolinea proprio l’incertezza sulla prossima fase del conflitto. Per ora, il presidente americano non ha annunciato una nuova operazione specifica, ma ha fatto sapere che una decisione importante sul futuro della guerra è ormai vicina.
