AgenPress. Un nuovo e delicato snodo giudiziario si apre per la senatrice di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo, Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha depositato formale richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’esponente politica, di altre 14 persone fisiche e di una società, nell’ambito dell’inchiesta relativa ai dissesti finanziari e ai successivi fallimenti di alcune aziende appartenenti alla galassia societaria a lei riconducibile.
Il fascicolo d’indagine, coordinato dai magistrati milanesi, riassume una serie di complesse operazioni contabili e finanziarie legate alle società Ki Group Srl, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl.
Le accuse formulate dai pubblici ministeri comprendono fattispecie di reato di particolare gravità:
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Bancarotta fraudolenta: legata ai fallimenti e ai dissesti patrimoniali accumulati negli anni dalle società del gruppo.
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Falso in bilancio: relativo alla presunta manipolazione dei prospetti contabili per occultare le reali perdite d’esercizio.
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Truffa aggravata ai danni dello Stato: mossa in relazione a presunte irregolarità nell’ottenimento di finanziamenti e garanzie pubbliche (tra cui prestiti agevolati ed erogazioni straordinarie erogate tramite enti come Invitalia e garanzie creditizie).
L’impianto accusatorio del pool di Milano ricostruisce una presunta gestione spregiudicata dei flussi di cassa all’interno del perimetro aziendale. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, risorse finanziarie ed erogazioni creditizie — nate teoricamente per sostenere i piani d’impresa e il rilancio aziendale — sarebbero state distratte o dirottate verso altre entità del gruppo per far fronte alle situazioni di sofferenza debitoria, fino a condurre le società alla liquidazione giudiziale e al fallimento.
Oltre alla senatrice Santanchè, la richiesta di processo riguarda amministratori, componenti dei collegi sindacali e dirigenti che si sono succeduti nella gestione delle società interessate.
Con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm, la palla passa ora all’Ufficio del Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP) del Tribunale di Milano. Sarà il giudice a fissare la data dell’udienza in cui le difese degli indagati potranno presentare le proprie eccezioni e memorie per contrastare l’impostazione dell’accusa.
Al termine dell’udienza preliminare, il GUP dovrà pronunciarsi sul proscioglimento o sul rinvio a giudizio definitivo, che disporrebbe l’avvio del dibattimento processuale.
