AstraZeneca: cambi di utilizzo ritardano campagna vaccinale

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Agenpress. “Sul vaccino AstraZeneca c’e’ stata molta confusione e penso che la responsabilità non si possa dare alle Regioni che si attengono a quanto deciso a livello nazionale”, afferma il presidente della regione Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. La preoccupazione, spiega Fedriga, ora è che “questa confusione rischi di danneggiare la campagna vaccinale”.

La seconda somministrazione con vaccino a mRNA può avvenire a distanza di 8-12 settimane dalla somministrazione del vaccino di AstraZeneca (ora Vaxzevria).
La Commissione tecnico scientifica (CTS) dell’AIFA si è espressa così sulle modalità di utilizzo della vaccinazione mista in soggetti al di sotto dei 60 anni di età che hanno ricevuto una prima dose di vaccino AstraZeneca anche in considerazione del mutato scenario epidemiologico di ridotta circolazione virale.

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Ma per questo nuovo cambio di rotta la campagna vaccinale può subire dei ritardi e terminare a fine di settembre. Lo sostiene il presidente di Aifa, Giorgio Palù: “In Italia sono 930mila le persone con meno di 60 anni a cui è stato somministrato il siero AstraZeneca e che ora dovranno ricevere una seconda dose di vaccino a Rna messaggero – ha detto -. A ciò si aggiungano gli oltre 2 milioni di giovani tra i 12 e 15 anni che inizialmente non erano inclusi nella campagna. Un ricalcolo, visti i numeri, sarà inevitabile”.

E sempre su AstraZeneca il ministro della Salute, Roberto Speranza, rileva che il mix vaccinale con Pfizer o Moderna dopo la prima dose con AstraZeneca ha ormai buone evidenze scientifiche di affidabilità: “Il cosiddetto ‘crossing vaccinale’ è una cosa che la Germania fa da due mesi, che anche la Francia e la Spagna fanno da tempo: è una procedura che ha dato buoni risultati, non sono invenzioni, ma evidenze e studi scientifici”.
“Il cosiddetto ‘crossing vaccinale’ è una cosa che la Germania fa da due mesi, che anche la Francia e la Spagna fanno da tempo: è una procedura che ha dato buoni risultati, non sono invenzioni, ma evidenze e studi scientifici”. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un’intervista al quotidiano La Stampa, parlando del mix vaccinale con Pfizer o Moderna dopo la prima con AstraZeneca.

Intanto arrivano nuovi dati dell’autorità sanitaria britannica Public Health England, che dimostrano come il vaccino COVID-19 AstraZeneca offra alti livelli di protezione contro la variante Delta (denominata anche indiana), con un’efficacia al 92% contro il ricovero in ospedale e non hanno mostrato decessi tra i vaccinati, dimostrando anche un alto livello di efficacia contro la variante Alpha (ex inglese) con una riduzione dell’86% dei ricoveri e nessun decesso segnalato.

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Sulla base di studi clinici pubblicati nelle ultime settimane, la CTS ritiene quindi “a fronte di un rilevante potenziamento della risposta anticorpale e un buon profilo di reattogenicità”, di approvare il mix vaccinale (prima dose con Vaxzevria e seconda dose con Comirnaty o, per analogia, con il vaccino Moderna).

Inoltre l’AIFA ha espresso Parere favorevole “all’inserimento nell’elenco dei farmaci di cui alla legge 648/1996 di Comirnaty e Vaccino COVID-19 Moderna come seconda dose per completare un ciclo vaccinale misto, nei soggetti di età inferiore ai 60 anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria”.

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