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Berlusconi. Corte Europea, 10 domande sulla sua condanna. “Ha avuto un processo equo?”

AgenPress – La Corte europea dei diritti dell’uomo, come riporta il Corriere della Sera, ha reso noto oggi di aver comunicato al Governo italiano il 26 aprile scorso il ricorso di Silvio Berlusconi contro la sua condanna per frode fiscale nel 2013, dando così inizio alla fase dibattimentale che dovrà fornire alla Corte gli elementi per arrivare a un verdetto.

“Silvio Berlusconi ha beneficiato di una procedura dinanzi a un tribunale indipendente, imparziale e costituito per legge? Ha avuto diritto a un processo equo? Ha disposto del tempo necessario alla preparazione della sua difesa?”. Sono alcune delle dieci domande che i giudici di Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dai legali di Berlusconi sul verdetto del 2013,  hanno rivolto al governo italiano.

Una delle domande riguarda i tribunali che hanno giudicato Berlusconi. Un aspetto essenziale, secondo i giudici europei, per determinare se vi sia stato o meno un equo processo e quale impatto abbia avuto il rifiuto, da parte del tribunale di Milano, della richiesta di Berlusconi di spostare il processo altrove, nonchè l’assegnazione del caso alla sezione feriale della Corte di Cassazione.

Altre quattro domande rivolte al Governo italiano riguardano vari aspetti procedurali. La Corte vuole sapere se i tribunali italiani abbiano violato il diritto di Berlusconi a partecipare al proprio processo quando hanno rifiutato le sue domande di rinvio dell’udienza per motivi legittimi e di salute. Ma anche se il leader politico è stato privato del suo diritto a conoscere la natura delle accuse rivoltegli a causa del rifiuto del tribunale di Milano di tradurre alcuni documenti del fascicolo. O ancora se l’ex Premier ha avuto sufficiente tempo per preparare la sua difesa e se l’impossibilità di interrogare alcuni testimoni ha violato il diritto all’equo processo.

A queste e altre domande l’Italia avrà tempo per replicare fino al 15 settembre. Sul verdetto del 2013 i legali di Silvio Berlusconi – che nel frattempo ha scontato la pena ed è stato rieletto al Parlamento europeo dopo aver ottenuto la riabilitazione – hanno presentato alla Corte una ricostruzione in cui si ripercorre la vicenda giudiziaria che è arrivata fino alla dichiarazione di colpevolezza dell’imputato, condannato per frode fiscale, da parte del tribunale e della Corte d’appello di Milano nel 2012 e nel 2013, confermata dalla Cassazione nell’estate dello stesso anno.

Nel suo ricorso, inviato alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013, l’ex Premier sostiene che l’Italia ha violato in vari modi il suo diritto a un equo processo, il suo diritto a non essere processato per un reato che gli era stato contestato in altri 2 processi, e quello a vedersi applicate le attenuanti. Come anticipato oggi dal Corriere della Sera, nel comunicare il ricorso i giudici di Strasburgo hanno chiesto al Governo di rispondere a 10 domande. Le prime 7 questioni riguardano tutte l’equo processo, la settima e ottava l’applicazione delle attenuanti e l’ultima quella a non essere processato più volte per uno stesso reato. In base alle regole della Corte di Strasburgo il Governo ha ora 16 settimane per rispondere.

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