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Bielorussia. Lukashenko in tv: Protasevic rischia la pena di morte per gravissimi crimini

AgenPress – Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, dopo l’apertura dalla Procura della repubblica indipendentista di Lugansk di un’inchiesta penale a carico di Roman Protasevic per strage durante il suo soggiorno nel Donbass e la richiesta di un interrogatorio di garanzia, ha commentato la faccenda in diretta televisiva sul canale pubblico Belarus 1.

“Nel Donbass è stata aperta un’inchiesta penale a carico di questo personaggio. Io ho dato il mio benvenuto agli inquirenti. Poiché la gente è stata uccisa laggiù, nel Donbass, e lui nell’aereo gridava che rischia la pena di morte. I nostri giornalisti dicevano che da noi in base a queste accuse non è prevista la pena di morte, ma 15 anni di reclusione. Lui (Protasevic) sapeva ciò che diceva. Se ne rendeva conto di poter essere incriminato nel Sud-Est dell’Ucraina e che sarà una situazione ben diversa.”

Nel comunicato della Procura di Lugansk si afferma che è incriminato “per aver commesso gravissimi crimini con l’impiego di armamenti pesanti, compresi cannoni, mortai e cannoni antiaerei.” Andrei Biletskij, l’ex comandante del battaglione dei volontari filo-governativo ucraino “Azov”, ha confermato la presenza di Protasevic nel Donbass durante aspri combattimenti, pur specificando che vi era in veste di giornalista.

I mass media bielorussi invece recentemente hanno diffuso le immagini di Protasevic nel Donbass, estratte dal suo smartphone, che lo ritraggono in uniforme militare con armi in mano e munizioni in vista, senza alcun segno identificativo di appartenenza alla stampa. A Lugansk non c’è la pena di morte, anche se la Procura di Lugansk di introdurla per i gravi crimini come genocidio e atrocità commessi durante le azioni di guerra. Nella sedicente Repubblica di Donetsk invece è prevista la pena di morte anche se, secondo le voci non verificate non sarebbe mai stata applicata per mancanza di prassi e assenza dei boia.

 

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