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Blockchain, la nuova frontiera degli investimenti. Ne parliamo con Francesco Abbate, Swiss Crypto Advisorsad

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Abbate, di Swiss Crypto Advisors: creiamo valore attraverso un approccio multidisciplinare

Agenpress – La Blockchain è probabilmente la tecnologia più disruptive degli ultimi anni, un settore che comincia a diventare interessante anche dal punto di vista degli investimenti. Ne parliamo con Francesco Abbate di Swiss Crypto Advisors, società finanziaria svizzera che ha l’obiettivo di generare valore attraverso opportunità selezionate nel mondo blockchain e fintech e nella gestione di portafogli di investimento diversificati decorrelati.

– Perché avete deciso di investire nel settore della Blockchain? Quanto vale potenzialmente questo mercato?

Con il mio socio Omar Ulrich abbiamo iniziato ad interessarci al settore blockchain già dal 2013 sia dal punto di vista tecnico che come investitori. Abbiamo background molto differenti tra noi, Omar ha una esperienza ventennale nel settore finanziario, con un focus specifico sui fondi di investimento alternativi e sulle tecniche di trading, mentre io ho rivestito il ruolo di direttore finanziario di Procter & Gamble in diverse regioni e business unit. Nel mio caso l’interesse in questo settore ha origine dallo studio del protocollo Bitcoin in quanto sono appassionato di matematica e di teoria dei giochi.

Dopo aver investito su diverse applicazioni, abbiamo creato Swiss Crypto Advisors con l’obiettivo di creare valore attraverso un approccio multidisciplinare alla tecnologia blockchain che spazia dalla consulenza ad operatori industriale o finanziari fino agli investimenti mediante fondi alternativi di venture capital ed asset management in genere. La decisione di investire le nostre risorse in questa industria nasce dalla forte convinzione che la blockchain possa rivoluzionare molti settori e mercati maturi, che sono alla ricerca di innovazione con applicazioni fondamentali: mi vengono in mente, ad esempio, l’industry dei servizi finanziari ed assicurativi, supply chain, lusso o, come sembra suscitare particolare interesse, la tokenizzazione degli asset immobiliari, solo per citarne alcuni.

Ad oggi il mercato è ancora in una fase iniziale anche se vediamo che cominciano ad affacciarsi soggetti istituzionali: attualmente il mercato venture capital nel settore blockchain vale circa 6 miliardi di dollari e il ticket di investimento medio nelle start up è di circa 3.5 milioni. Crediamo che in futuro questo possa contribuire ad avere società che diventino unicorni e avere delle exit con dei ritorni sull’investimento molto attraenti.

– Dopo l’incubazione e il lancio di REBO, che tipo di risultati avete ottenuto? Siete soddisfatti?

REBO è stata incubata circa un anno fa in fase di idea, abbiamo subito capito come avessimo di fronte un team molto interessante con grandi competenze di marketing e sostenibilità ed una idea tanto semplice quanto innovativa: premiare i comportamenti virtuosi dei consumatori in materia di sostenibilità certificando l’impatto sull’ambiente tramite blockchain e contribuendo in maniera tangibile alla prevenzione e pulizia dell’inquinamento da plastica mono uso.

A distanza di un anno la società ha già raggiunto importanti traguardi. Il prototipo è stato sviluppato in collaborazione con un partner strategico come Aptar, leader mondiale dei sistemi di distribuzione, che capitalizza 8 miliardi di dollari. Il prodotto è stato lanciato con una grande risposta positiva da parte dei consumatori, superando in meno di 24h l’obiettivo di vendite prefissato. Ad oggi sono state vendute oltre 1500 bottiglie, con acquirenti da più di 60 paesi. Questo conferma l’interesse del mercato per questo tipo di prodotto e fornisce una base di “super early adopters” per poterlo testare e ottimizzare prima del lancio su grande scala. L’interesse ricevuto a livello aziendale è enorme e molte società hanno manifestato interesse all’iniziativa per i loro dipendenti in quanto rappresentiamo appieno una cultura aziendale improntata alla sostenibilità.

Abbiamo effettuato un round iniziale di finanziamento guidato da Next Generation Fund, che ha permesso di investire nello sviluppo tecnologico e commerciale dell’azienda. Siamo sicuramente molto soddisfatti anche a livello di valore aziendale già raggiunto, e per il 2020 ci aspettiamo un miglioramento ulteriore grazie alle partnership aziendali che il team sta costruendo e allo sviluppo della strategia di commercializzazione a livello globale

– Quali sono le caratteristiche del nuovo fondo che state sviluppando?

Stiamo lanciando un fondo di investimento alternativo che possa consentire ai soggetti istituzionali di investire modo migliore in questa tecnologia, entrando direttamente nel capitale delle start up più promettenti che hanno un business model basato su blockchain, al tempo stesso sulla base di politiche di investimento e criteri di selezione che rispondono alle esigenze degli investitori istituzionali.

Per questo motivo abbiamo selezionato operatori di primario standing: Lemanik come investment manager, KBL come banca depositaria,  Aztec come amministratore, lo studio legale internazionale CMS ha curato la parte legale e regolamentare. Noi avremo il ruolo di sponsor e advisor e ci occuperemo di selezionare per conto del fondo le migliori opportunità di investimento, accompagnando le società target in un processo di crescita organico e giocando un ruolo attivo nella strategia e gestione.

Il fondo, di diritto lussemburghese, sarà di tipo chiuso con una durata massima di 5 anni, per noi è molto importante garantire agli investitori la massima trasparenza e visibilità e per questo il fondo sarà dotato di un comitato etico in rappresentanza degli investitori, che avrà il compito di esaminare con cadenza periodica le strategie adottate, gli andamenti perseguiti, le motivazioni alla base delle scelte e sarà data ampia prospettiva a tutte le domande degli investitori per garantire il massimo livello di tutela e trasparenza. Un aspetto prioritario sarà sia l’origination che la fase di gestione, che risponderà ai più severi criteri ESG che pensiamo fortemente rappresentino un vantaggio competitivo e un perfetto connubio con la blockchain che ne può certificare l’impatto.

– Che tipo di vantaggi può portare ai soggetti istituzionali che decidono di investire?

Il fondo permetterà di avere una esposizione ad una asset class decorrelata dal resto dei mercati, quindi anche interessante in tema di ritorni e gestione del rischio di portafoglio. Con questo fondo vogliamo risolvere le tipiche problematiche di accesso a una tecnologia nuova e dirompente: la due diligence necessaria per selezionare i migliori deals richiede conoscenze tecnologiche e finanziarie molto elevate che abbiamo sviluppato negli anni con il nostro team, e che verranno usate anche in fase di crescita delle aziende che potranno contare sul supporto manageriale del nostro team.

Anche il network gioca un ruolo indispensabile e grazie alla nostra esperienza abbiamo accesso a opportunità selezionate. Infine, non si può tralasciare che in settori innovativi come questo è molto importante la diversificazione e così avere un paniere di società operanti in differenti settori che è difficile avere senza un fondo di investimento a monte.

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