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Bonomi (Confindustria), da Mario Draghi parole sacrosante. Il governo faccia tesoro

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AgenPress –  Mario Draghi  “ha tracciato una serie di punti sacrosanti. Ma chi deve assumere decisioni spero capisca che deve cambiare strada. Perché la politica economica non può aggiungere incertezza a quella già generata dalla pandemia. E il problema viene dopo le parole, in Italia. E’ l’execution”.

Lo dice, in una intervista a La Repubblica,  il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi applaudendo il discorso di Mario Draghi al meeting di Rimini “perché ha tracciato una serie di punti sacrosanti. Ma chi deve assumere decisioni spero capisca che deve cambiare strada. Perché la politica economica non può aggiungere incertezza a quella già generata dalla pandemia”.

“Sappiamo dire: che bravo, poi non siamo in grado di costruire risposte in quella direzione . E invece il presidente Draghi ha indicato con limpidezza il clima che attraversa il Paese, e non solo il nostro, ovvio. Siamo in un periodo di profonda e insidiosa precarietà…”

Il presidente Draghi “ha indicato con limpidezza il clima che attraversa il Paese, e non solo il nostro, ovvio. Siamo in un periodo di profonda e insidiosa precarietà…”. Bisogna “disegnare e realizzare soluzioni competenti e coraggiose, ad attendere c’è una società molto fragile, provata”.

Per Bonomi chi deve decidere, dovrebbe far tesoro del discorso dell’ex presidente della Bce. Draghi ha “una competenza riconosciuta e autorevole anche a livello internazionale”. Confindustria tuttavia non discute di cambi di governo: “Abbiamo bisogno di coesione. Non di lacerazioni”.

In tre qualità, competenza coraggio e umiltà, “Draghi ha lanciato un chiarissimo appello alla classe dirigente. Come ha giustamente detto, stiamo gravando il futuro dei giovani di un enorme debito che non è destinato a investimenti ma ai sussidi. Che finiranno. E li stiamo privando della formazione necessaria per il loro domani, e per il futuro del nostro Paese. Senza dimenticare che tornerà con forza il tema della sostenibilità di un debito così ingente”.

 

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