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Caccia. Lav. Ogni anno uccisi 500 mln di animali, con danni incalcolabili per l’ambiente

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Agenpress – I rischi sanitari derivanti dalla caccia e dalle prassi venatorie (uccisione, eviscerazione, dissanguamento di animali) sono pericolosamente sottovalutati nell’attuale emergenza Covid:

la stagione di caccia si aprirà, come se nulla fosse, dal 2 settembre con le consuete preaperture decise dalle Regioni e poi a livello nazionale dal 20 settembre al 31 gennaio, con la possibilità per le Regioni di posticipare la chiusura al 10 febbraio per alcune specie.

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Gli ungulati, ad esempio, sono portatori di numerosi agenti patogeni che possono dare origine a diverse zoonosi (Mycobacterium bovis, Brucella, Salmonella, Trichinella): lo conferma uno studio effettuato dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie nel 2016.

L’attività venatoria prevede il contatto diretto delle persone con gli animali selvatici e le sanguinose prassi venatorie comuni nelle regioni della nostra penisola richiamano alla mente rischi e orrori dei wet market orientali: una realtà che sembra appartenere ad altri paesi e invece è radicata anche in Italia, in attività come la caccia, dove gli animali sono considerati esclusivamente prede da uccidere, scuoiare, dissanguare, sezionare, mettendo in contatto i cacciatori e i loro familiari con sangue e liquidi organici, proprio come accade nei wet market cinesi.

Questo allarme per gli aspetti di sicurezza sanitaria, oltre che etici, si somma a un bilancio sempre più drammatico della caccia, con circa 500 milioni di animali all’anno vittime dei fucili, con danni incalcolabili per gli equilibri ambientali e per un ecosistema che deve fare i conti con il veleno di tonnellate di piombo delle munizioni da caccia, dispeso tra i boschi.

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Un vero e proprio bollettino di guerra che nell’ultima stagione di caccia conta anche 95 vittime umane, con 27 morti e 68 feriti.

“L’emergenza Covid ci impone di non abbassare la guardia e dunque non possiamo accettare, in un contesto già molto preoccupante, di correre il rischio di contribuire alla diffusione di ulteriori nuove patologie – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Area Animali Selvatici – rinnoviamo l’appello ai Ministri della Salute e dell’Ambiente, chiedendo loro un intervento urgente per sospendere ogni uccisione di animali selvatici su tutto il territorio nazionale”.

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