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Coronavirus. Conte. Dieci giorni per decidere su misure ulteriormente restrittive

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AgenPress – “Siamo pienamente consapevoli che si tratta di misure severe, ma le riteniamo necessarie per contenere i contagi. Diversamente la curva epidemiologica è destinata a sfuggirci completamente di mano”.

Così Giuseppe Conte consapevole che le misure varate nel dpcm di domenica potrebbero non bastare.

Le restrizioni anti-Covid “che anche altri Paesi hanno adottato, rispondono a una precisa strategia del governo volta a gestire la pandemia senza rimanere sopraffatti. L’esperienza ci insegna che preservando la salute pubblica proteggiamo meglio il tessuto economico e produttivo del Paese”.

L’obiettivo, ha ribadito Conte, è “scongiurare un nuovo lockdown, che danneggerebbe in misura ancora maggiore l’economia del Paese”.

“Aspettiamo i primi giorni della prossima settimana – spiega un componente dell’esecutivo – Se la chiusura di ristoranti, bar, palestre e piscine e l’implemento della didattica a distanza avranno funzionato lo sapremo solo allora”. Non ci si aspetta una catarsi salvifica, ma si spera in un rallentamento significativo della crescita dei contagi. Quello che in queste ore viene definito “Il plateau”. I numeri sono da prendere con le molle, ma si è messo in conto che, considerata l’attuale progressione, si possa da qui a una settimana arrivare a una quota di 30/35 mila contagi. Se il numero dovesse stabilizzarsi, sarebbe il segnale che la stretta sta producendo i suoi effetti. In caso contrario si valuterebbe un lockdown, non così stringente come quello della scorsa primavera ma nemmeno troppo distante da lì.

In Italia, nonostante le misure finora adottate, la diffusione del contagio ha raggiunto un picco massimo di 21.994 casi il 27 ottobre 2020: si osserva un’accelerazione del progressivo peggioramento dell’epidemia, segnalato ormai da dodici settimane. Il forte incremento dei casi ha portato l’incidenza cumulativa, negli ultimi 14 giorni, a 146,18 per 100.000 abitanti (periodo 5 ottobre-18 ottobre) contro 75 per 100.000 nel periodo 28 settembre-11 ottobre. Sulla base di tale incremento è risultato necessario rafforzare le misure per tenere sotto controllo la curva epidemiologica e salvaguardare la salute pubblica.

Preciso che, una volta elaborato il quadro delle nuove misure da inserire nel Dpcm, nel primo pomeriggio di sabato scorso 24 ottobre il Governo, nella persona del Ministro alla Salute, ha inviato la bozza al CTS sollecitando un parere degli esperti anche sul merito delle specifiche misure. Con verbale n.121, reso qualche ora più tardi dello stesso giorno, il CTS – leggo letteralmente – “dopo ampia analisi condivide i provvedimenti previsti dal testo” formulando alcune limitate osservazioni che il Governo per altro ha sostanzialmente recepito”.

“Per le aziende con fatturato superiore a 5 milioni di euro il ristoro è pari al 10% del calo del fatturato e il tetto massimo è pari a 150mila euro”. “Abbiamo inserito nel dl ristori misure di sostegno immediato anche a lavoratori e imprese non direttamente interessati dalle misure restrittive, i livelli di ristoro sono differenziati a secondo del pregiudizio subito dalle categorie. Abbiamo predisposto interventi volti a rafforzare la risposta sanitaria” alla pandemia con risorse da “30 milioni di euro per tamponi rapidi con medici e pediatri. Nel momento in cui vi parlo – afferma Conte – credo sia stato annunciato il rinnovo del contratto di categorie che faciliterà proprio, tra le clausole inserite, il coinvolgimento di medici di base e pediatri di libera scelta nella somministrazione dei tamponi”.

“Oltre 2 miliardi sono stati riservati a un nuovo contributo a fondo perduto per le attività dei comparti interessati dalle disposizioni del Dpcm, con livelli di ristoro e indennizzi differenziati a seconda dell’intensità del danno economico subito dalle categorie. L’entità degli importi corrisposti varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza con il decreto “Rilancio”, in funzione del danno economico subito dalle categorie, quali ad esempio: bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, taxi e noleggio con conducente, attività ricettive, centri sportivi, cinema, teatri, altri centri ricreativi e discoteche. Una novità rispetto al precedente fondo perduto riguarda l’estensione del diritto al ristoro ad attività aventi un volume d’affari superiore ai 5 milioni di euro.

In aggiunta, per ulteriori 6 settimane sarà rifinanziata la cassa integrazione ordinaria, l’assegno ordinario e la cassa integrazione in deroga, legate all’emergenza Covid-19. Si è provveduto poi ad estendere il credito d’imposta del 60% sugli affitti commerciali per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Il credito continuerà ad essere cedibile al locatore e sarà esteso anche a volumi d’affari superiori ai 5 milioni di euro. Abbiamo inoltre disposto l’esenzione della seconda rata Imu in scadenza il 16 dicembre.

A favore delle filiere dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura, è stato istituito un fondo da 100 milioni di euro, volto a concedere contributi a fondo alle imprese del settore. Abbiamo inoltre stanziato 1 miliardo di euro a sostegno del mondo della cultura e del turismo. Inoltre, per le associazioni e le società sportive dilettantistiche viene istituito un apposito Fondo da 50 milioni di euro per il 2020, volto a preservare le attività di interesse generale che queste associazioni svolgono per le comunità e i giovani”.

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