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Covid. Da nuova ondata in Asia meridionale grande impatto sui bambini

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AgenPress – Le scene a cui stiamo assistendo in Asia meridionale sono diverse da qualsiasi cosa la nostra regione abbia visto prima. I membri delle famiglie dei pazienti implorano aiuto mentre la regione è colpita da un’acuta carenza di ossigeno indispensabile per le cure mediche. Gli operatori sanitari sono esausti. Siamo di fronte alla reale possibilità che i nostri sistemi sanitari arrivino al collasso – facendo aumentare ancora di più il numero di vittime.

Sono indispensabili azioni immediate e una leadership decisa per arrestare la catastrofe. I Governi devono fare tutto ciò che possono per fermare la devastazione e i partner che possono inviare aiuti devono farlo immediatamente. La comunità internazionale deve intervenire senza indugi. Non è solo un obbligo morale. La nuova ondata in Asia meridionale minaccia tutti noi. Questa ondata di COVID-19 è in grado di vanificare i traguardi globali duramente raggiunti contro la pandemia, se non verrà interrotta prima possibile.

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Non dobbiamo dimenticare la nostra responsabilità individuale. Ogni decisione che prendiamo può modificare il corso di questa ondata – e di salvaguardare o mettere a rischio le vite di chi è attorno a noi. Possiamo essere stanchi, ma il virus non è ancora stanco. Ora più che mai, dobbiamo impegnarci a indossare mascherine, lavare le mani con il sapone più spesso possibile, mantenere il distanziamento sociale e vaccinarci, se abbiamo l’opportunità di farlo.

Il livello molto basso di vaccinazioni nell’Asia meridionale aumenta le possibilità del virus di diffondersi senza controllo. In quasi tutti i paesi nella regione, a eccezione di Maldive e Bhutan, meno di 1 persona su 10 è stata vaccinata. Ora più che mai, dobbiamo assicurare che i vaccini raggiungano tutte le popolazioni in modo equo. La produzione deve essere intensificata, la tecnologia trasferita e le dosi condivise equamente. Nessuno di noi è al sicuro, finché tutti non saranno al sicuro.

Mentre lavoriamo per rispondere all’emergenza di salute pubblica, non dobbiamo dimenticare i profondi impatti della pandemia sui bambini. I bambini sono direttamente colpiti dalla malattia in modo maggiore di sempre. Stanno perdendo i genitori e le persone che se ne prendevano cura; stanno assistendo a scene che nessun bambino dovrebbe vedere e sono tagliati fuori dalle scuole e dalle reti di supporto.

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Mentre le risorse vengono trasferite e i servizi arrivano alla saturazione, i servizi sanitari essenziali su cui fanno così tanto affidamento – compresi i programmi di vaccinazione di routine – ora rischiano di essere compromessi, se non completamente interrotti. Se ciò accade, saranno ancora una volta i bambini e le famiglie più vulnerabili a soffrirne di più. La prima ondata della pandemia ha causato tagli drastici nella disponibilità e nell’uso dei servizi sanitari pubblici di base in Asia meridionale, e costato un numero stimato di vite di circa 228.000 bambini e 11.000 mamme. Non possiamo permettere che questo accada di nuovo. Dobbiamo fare tutto ciò che possiamo affinché i servizi sanitari, di vaccinazione e per la nutrizione continuino a funzionare e assicurarci che donne e bambini si sentano ovunque al sicuro utilizzandoli. I virus non conoscono confini. Dobbiamo agire insieme adesso, come comunità globale, per fermare la devastazione e proteggere i nostri bambini.

Dichiarazione di George Laryea-Adjei, Direttore regionale UNICEF in Asia del Sud.

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