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Franco Locatelli (Iss): “Il programma vaccinale non è affatto saltato”

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AgenPress. “Il programma vaccinale non è affatto saltato”, assicura Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts): “anche se le riduzioni nella fornitura non erano previste, andiamo avanti”, spiega Locatelli e “per i due vaccini gia’ approvati (Pfizer-BioNTech e Moderna), avremo a disposizione più di 60 milioni di dosi per immunizzare 30 milioni di persone”.
“Il piano vaccinale che è stato sviluppato – spiega ancora Locatelli – è fondato in maniera prioritaria sulla tutela dei più fragili e tra questi gli anziani, visto che l’età media dei deceduti e’ rimasta per tutti questi mesi costantemente sopra agli 80 anni”.
 “Inoltre per una rifinitura del piano vaccinale aspettiamo il pronunciamento di Ema rispetto all’approvazione e all’eventuale raccomandazione per differenti fasce di età”, sottolineando che “altri vaccini sono in fase avanzata di sviluppo, quelli di Johnson & Johnson e di CureVac. Si attende possano aver presto approvazione, l’Italia riceverà un numero assai elevato di dosi”.
Pierpaolo Sileri, viceministro alla Salute, spiega che si è “già iniziato a vaccinare alcuni over-80 e ospiti delle Rsa. Verso metà o fine febbraio il numero salirà in maniera importante, perché sarà completata la vaccinazione degli operatori sanitari e quindi si procederà con l’immunizzazione dei circa 4,5 milioni di over 80 e poi ancora gli altri soggetti fragili”.
Si riscontrano ritardi per il vaccino di AstraZeneca, sia per l’approvazione da parte dell’Ema, sia perché “le dosi fornite saranno in misura minore rispetto alle attese sia in Italia che in Europa”.
Ma ci sono clausole vincolanti sulla consegna dei vaccini, sostiene il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
Il riferimento è in particolare al contratto che l’Unione Europea ha stipulato con AstraZeneca per la fornitura dei vaccini contro il Covid-19: contiene ordini vincolanti, e la clausola relativa ai “migliori sforzi” era applicabile solo in relazione al periodo in cui non era certo che AstraZeneca potesse sviluppare un vaccino. Il contratto contiene quantitativi di consegne molto chiari: “ci sono ordini vincolanti e il contratto è chiarissimo”.
Anche la Germania, intanto, si aspetta un’approvazione di AstraZeneca da parte dell’Ue, ma con delle limitazioni, afferma il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn.
L’Ema assicura che il vaccino Pfizer è sicuro e che non c’entra con i decessi che si sono verificati dopo le somministrazioni e si ribadisce che la copertura al 95% dal Covid si ha solo dopo la seconda dose.
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