Inflazione all’8%. Assoutenti: allarme alimentari. Aumento prezzi vicini al +70%. Una stangata

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AgenPress – L’inflazione raggiunge a giugno il livello più alto degli ultimi 62 anni, rappresenta una sciagura per le tasche dei consumatori e deve portare il Governo ad adottare provvedimenti urgenti a tutela delle famiglie e del loro potere d’acquisto. Lo afferma Assoutenti, commentando i preoccupanti dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat.

“I prezzi dei prodotti alimentari registrano a giugno una impennata record, aumentando del +9,1% rispetto allo scorso anno e addirittura del +1,2% in un solo mese – spiega il presidente Furio Truzzi – Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +681 euro annui, una stangata senza precedenti”.

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“Siamo in presenza di un vero e proprio allarme destinato purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi – prosegue Truzzi – Il Governo non può restare a guardare e, di fronte a quella che è una emergenza, deve adottare misure straordinarie a tutela delle famiglie e dell’economia, bloccando subito il prezzo dei carburanti e ricorrendo a tariffe amministrate per i beni primari come gli alimentari e l’energia”.

Assoutenti denuncia aumento prezzi vicini al +70%. 

Si parte dall’olio di semi i cui prezzi a giugno hanno registrato aumenti del 68,6% su base annua. Il burro è salito del 27,7%, seguito dalla farina con +20,5%. La pasta costa in media il 18,3% in più, il pollo il 15,1% in più mentre il prezzo del riso è salito del 13,7%. Dall’ondata di rincari non si salvano nemmeno i gelati (+13,4%), i succhi di frutta (+9,4%) e l’acqua minerale (+8,3%).

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Solo per la frutta fresca, che a giugno aumenta del 10,9%, una famiglia di 4 persone spende in media 68 euro in più all’anno, per la verdura (che sale dell’11,8%) la maggiore spesa è di +115 euro all’anno. “La situazione dei prezzi in Italia è letteralmente fuori controllo, e per trovare una inflazione così elevata occorre tornare indietro di 36 anni – afferma il presidente Furio Truzzi – A causa dei rincari nel settore alimentare, oggi una famiglia deve mettere in conto una maggiore spesa pari a +681 euro annui solo per cibi e bevande, una stangata per porterà i ceti più deboli a tagliare la spesa per l’alimentazione ed incrementerà il tasso di povertà in Italia”.

CLASSIFICA RINCARI ALIMENTARI

Olio di Semi 68,6% Burro 27,7% Farina 20,5% Pasta 18,3% Pollo 15,1% Riso 13,7% Uova 13,6% Patatine Fritte 13,5% Gelati 13,4% Frutti di mare 12,5% Latte conservato 12,1% Verdura fresca 11,8% Pane 11,3% Frutta fresca 10,9% Pesce fresco 10,3% Succhi di frutta 9,4% Zucchero 9,2% Latte fresco parzialmente scremato 8,3% Acque minerali 8,3% Olio di oliva 8,3% Salse e condimenti 7,9% Yogurt 7,9% Patate 7,4% Formaggi 7% Caffè 6,2% Marmellate 5,8% Birra 4,8%

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