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Lippolis (Confindustria): “Le imprese non sono contente di licenziare, lo fanno solo se sono costrette”

AgenPress. Gabriele Menotti Lippolis, presidente di Confindustria Brindisi con delega all’energia per Confindustria Puglia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla mancata proroga del blocco dei licenziamenti. “Per trovare risorse umane all’altezza, per formarle, noi investiamo tanto denaro quindi non siamo contenti quando capita di dover licenziare –ha affermato Lippolis-. Può capitare di licenziare perché non c’è lavoro, in alcuni settori la pandemia ha fatto chiudere le imprese, soprattutto quelle piccole. Poi può capitare quando un’azienda deve affrontare il mercato che cambia velocemente e quindi ha bisogno di dipendenti con mansioni diverse rispetto a quelli che aveva prima. Noi stiamo solo dicendo che le aziende devono essere competitive e moderne quindi avere la possibilità di cambiare pelle per poter competere sul mercato.

La riforma degli ammortizzatori sociali, visto l’impatto della pandemia sul lavoro, andava pensata prima e messa in campo prima, ma non è mai troppo tardi. E poi c’è l’esigenza di rivedere le politiche attive del lavoro, perché è quello che serve in questo momento al Paese. Le politiche attive sono quelle di inserimento delle donne, delle ragazze e dei ragazzi nel Paese.

Abbiamo preso la quota più grande di risorse dall’Ue non perché siamo stati bravi, ma perché i parametri individuati dalla Commissione UE dicevano che si doveva dare un aiuto soprattutto ai Paesi che avevano problemi di infrastrutture, di disoccupazione femminili e di disoccupazione giovanile. In base a questo abbiamo ricevuto queste somme, indipendentemente dal fatto che ci fosse Conte al governo”.

Sulla modifica del codice degli appalti. “Qualcuno pensa che quando Confindustria parla di sburocratizzazione è perché vuole scorciatoie, ma non è così. Tutte le imprese hanno bisogno di certezze e di velocità perché io devo sapere quanto tempo ci vuole per le autorizzazioni per realizzare un palazzo, un parco eolico, e devo sapere se in quella zona posso farlo o meno. Spesso invece i comuni ci dicono: forse si può fare. Addirittura in certi casi le amministrazioni non ci rispondono neanche”.

 

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