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Agenpress. Le parole rassicuranti di Ursula von der Leyen servivano ad introdurre il “SURE”, un intervento della Commissione europea che la sinistra ha subito spacciato come “100 miliardi dall’Europa per lavoratori e artigiani”. Ma è proprio così? Dalle bozze che girano la realtà sembra un’altra. Il SURE sarebbe un piano di prestiti (niente regali) che la UE vuole offrire agli Stati.

In pratica la Commissione vorrebbe reperire fondi sul mercato, fino a 100 miliardi in totale, per poi prestarli agli Stati messi in ginocchio dal coronavirus. Nella bozza si parla della sottoscrizione di garanzie pari al 25% della somma erogata. Di quali garanzie ha bisogno la UE per aiutare gli Stati membri? Vogliono che mettiamo l’ipoteca sul Colosseo? Chi non ha garanzie reputate solide dai burocrati di Bruxelles non accede al SURE, così che come al solito andrà a vantaggio solo della Germania? Che succede poi se ci sono ritardi nel restituire il prestito, parte il pignoramento? La Commissione UE imporrà al popolo italiano l’austerità? Molte domande alle quali bisognerebbe avere risposte certe prima di far partire la grancassa a favore della proposta della von der Leyen.

Mentre negli USA vengono stanziate cifre 10 volte più grandi per sostenere l’economia, senza tante storie e vincoli, nella UE della tedesca Von der Leyen gli Stati devono mettere in garanzia la casa per comprarsi le medicine. Se questo è il massimo “sforzo” che riesce a fare l’Unione, torno a dire che a questo punto è meglio fare da soli: emettiamo bond patriottici a lunga scadenza, come proposto da Tremonti, liberiamo le imprese dalla morsa fiscale e facciamo coriandoli con i vincoli europei.

E’ quanto dichiara, in una nota, Giorgia Meloni.