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Nizza. Famiglia killer, “ci mandò foto basilica, è lui”. Gruppo tunisino rivendica attacco

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AgenPress – La procura antiterrorismo di Tunisi ha ordinato l’apertura di un’indagine sulla presunta esistenza del gruppo terroristico ‘Al Mahdi nel sud della Tunisia’ e sul suo potenziale coinvolgimento nell’attacco terroristico di Nizza.

Lo ha detto il portavoce e sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tunisi Mohsen Dalì all’agenzia Tap, spiegando che l’avvio di quest’indagine segue un post sui social di un individuo che afferma di appartenere al gruppo ‘Al Mahdi nel sud della Tunisia’ e che avrebbe rivendicato la responsabilità dell’attacco.

 Brahim Aoussaoui aveva detto al fratello, che vive in Tunisia, di “voler passare la notte davanti alla basilica” e gli aveva mandato una foto della chiesa. Lo ha raccontato lo stesso fratello. La famiglia ha confermato l’identità del ragazzo: “Quello che abbiamo visto nelle immagini è nostro figlio”.

Il 21enne, sbarcato a Lampedusa e poi identificato a Bari il 9 ottobre, si era messo recentemente in contatto con la famiglia. “Mi telefonò non appena arrivato in Francia”, ha detto infatti la madre.

Il viaggio di Brahim inizia dal suo Paese d’origine, la Tunisia. Il 20 settembre dopo una traversata su un barchino arriva a Lampedusa.  Il 21enne viene portato al Centro di Contrada Imbriacola. Ma nell’hotspot dell’isola sono in troppi, ci sono già mille persone e in più si è in piena emergenza Covid. Dunque resta solo 24 ore e il giorno dopo sale assieme ad altre centinaia di tunisini a bordo della Rhapsody, una delle navi per la quarantena. Ed è a bordo che gli viene dato il foglio della Croce Rossa che gli inquirenti francesi gli hanno trovato in tasca. “Non è un tesserino – spiegano fonti della Cri – è semplicemente un pezzo di carta con il nostro logo che non vale nulla e che contiene nome, cognome e numero identificativo che poi vengono riportati su un registro. Serve per sapere chi c’è sulla nave”.

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