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Pandemia: inizia il percorso delle riaperture

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AgenPress. “Il 26 aprile non riapriremo tutto e subito ma inizieremo un percorso. Credo che, grazie alla campagna vaccinale, questo percorso sarà ormai irreversibile. Questa è la vera novità rispetto alle chiusure e alle aperture con cui siamo abituati a convivere da un anno”, dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
Per il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, “alcune attività piccoline si potevano già riaprire perché non hanno alcun tipo di rischio di contagio. Non è stata fatta quella scelta, ma in questo momento, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno, perché rispetto alle prospettive che c’erano qualche settimana fa si sta andando verso la riapertura del Paese”.
“Abbiamo proposto, e mi sembra che il Governo abbia recepito – rileva Fedriga – un anticipo di riaperture attraverso le attività che si possono svolgere all’aperto. Nelle prossime settimane si potrà ragionare anche sull’ipotesi di ampliare il coprifuoco. Dobbiamo fare un passo alla volta, i passi si sono iniziati a fare”.
“Come Regione Campania – afferma il vicepresidente Bonavitacola –  abbiamo sempre avuto una posizione molto prudente e questa improvvisa impennata della riapertura delle scuole a prescindere ci lascia un po’ perplessi”.
La riapertura delle scuole, sottolinea Bonavitacola, “è una materia sulla quale il Governo si è riservato una sua prerogativa normativa e quindi vorremmo evitare contrasti, ne abbiamo spesso e quando possiamo risparmiarcene qualcuno lo facciamo volentieri. Ma con Fedriga abbiamo scritto al ministro perché sosteniamo che bisogna agire in parallelo con il tema del trasporto pubblico. Non si può aprire così alla carlona, bisogna affrontare soprattutto il tema dei trasporti pubblici. Se ho un mezzo di trasporto che posso riempire al 50%, c’è un deficit al 50%. O si torna al carico al 100%, e non è possibile, o bisogna aggiungere servizi suppletivi che però non sono all’infinito”.
Secondo Bonavitacola “bisogna unire i servizi aggiuntivi, dove possibili, e la diversificazione degli orari di apertura delle scuole, all’ingresso e all’uscita. Questo in parte c’è già, ma c’è una difficoltà a discutere con le autorità scolastiche che hanno una certa freddezza su questo. Ma credo che sarà inevitabile e noi insisteremo su questo”.
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