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Reddito cittadinanza. Conte, non si torna indietro. Quagliariello, decrescita infelice in salsa grillina

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AgenPress – “L’Italia sul reddito di cittadinanza non può più tornare indietro. L’iniziativa del centrodestra, spalleggiata da Italia viva, non potrà avere successo”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera il leader del M5s Giuseppe Conte, rispondendo alle polemiche sul reddito di cittadinanza. Conte si dice aperto alle modifiche che “scaturiscono tutt’al più dalla sua messa in pratica” e aggiunge: “Dico sì a un tavolo che monitori la sua efficacia, rafforzi i controlli per evitare abusi e favorisca il dispiegamento di tutti i vantaggi per gli imprenditori collegati alle assunzioni”.

Alle affermazioni di Conte replica il senatore Gaetano Quagliariello, vicepresidente nazionale di ‘Coraggio Italia’.

“Nel difendere a spada tratta il reddito di cittadinanza”, Giuseppe Contte, “si dice disponibile a un ‘tavolo che monitori la sua efficacia’. Mi chiedo cosa altro ci sia da monitorare, visto che l’assoluta inefficacia della misura-bandiera della decrescita infelice in salsa grillina è certificata dalle centinaia di migliaia di lavoratori mancati quest’estate già nei soli comparti agricolo e turistico e nella non attivazione della ricerca di un impiego per la stragrande maggioranza dei percettori del reddito considerati occupabili. Ma di cosa stiamo parlando?”.

“Non è in discussione la necessità di sostenere le persone in stato di indigenza – prosegue – e del resto il sostegno al reddito per le situazioni di povertà non l’ha inventato certo il Movimento 5 Stelle. Quello che il reddito di cittadinanza ha portato è un disincentivo al lavoro abbinato a un incentivo al lavoro in nero. Bisogna fare in modo che i meccanismi di protezione sociale producano opportunità di crescita, non un costosissimo freno allo sviluppo. Del resto fin dall’Ottocento gli economisti hanno ragionato su queste dinamiche: basterebbe rileggere ‘Abolire la miseria’ di un uomo non certo di destra come Ernesto Rossi per rendersi conto di come le pratiche sbagliate, invece di abolirla, la miseria finiscano per aumentarla. E’ esattamente quello che sta succedendo. Dunque c’è ben poco da monitorare – conclude Quagliariello – e molto da cambiare”.

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