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Rientro in Italia, cittadini AIRE discriminati al tempo del Covid

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AgenPress. “Un cittadino italiano all’estero ha il diritto di rientrare in Italia in qualsiasi momento, da qualunque parte del mondo provenga: io la vedo così”. E’ molto chiaro l’On. Mario Borghese, vicepresidente del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero, per quanto riguarda il rientro dei connazionali dall’estero, anche al tempo del Coronavirus. Proprio per questo oggi ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta, con la quale si rivolge al ministro della Salute Roberto Speranza.

L’On. Borghese, da Montecitorio, dichiara: “Tantissimi italiani residenti oltre confine si sentono discriminati, di fatto abbandonati dall’Italia”. “Molti di loro vorrebbero rientrare in Patria, ma non possono farlo a causa di un’ordinanza che non tiene conto della realtà che vivono gli italiani all’estero. Sono connazionali lontani dalla propria terra, dalla propria famiglia, che specialmente in un momento complicato come quello che viviamo vorrebbero poter tornare in Italia. Eppure – conclude – vengono trattati da cittadini di serie B e questo ritengo che sia un’ingiustizia”.

Il Sen. Ricardo Merlo, presidente del MAIE e Sottosegretario agli Esteri, commenta così: “Condivido totalmente i contenuti dell’interrogazione presentata dall’On. Borghese al ministro. L’Italia non può chiudere le porte ai propri figli sulla base della residenza. C’è di più: io stesso – prosegue il Senatore – non comprendo fino in fondo quali siano i criteri utilizzati nella scelta dei Paesi da inserire in blacklist. In alcune nazioni, come la Repubblica Dominicana o il Brasile, la situazione legata alla pandemia è molto migliorata, eppure la RD si trova ancora nella lista nera. In altri Paesi, invece, la situazione continua ad essere molto grave, ma non esiste alcun divieto all’ingresso in Italia. I nostri connazionali ci chiedono chiarezza; ci chiedono, soprattutto, di essere liberi di tornare in Italia in qualunque momento, disposti naturalmente a subire tutti i controlli del caso – vedi tampone – e a fare la quarantena fiduciaria”.

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