Carceri: serve un impegno politico trasversale fondato sulla Costituzione

426

Agenpress – “I problemi delle carceri sono così tanti, sono così gravi, e sono, poi, così distanti dai problemi quotidiani e reali dell’elettorato che è veramente difficile che una forza politica possa pensare di farsene carico da sola al fine di risolverli. Le carceri, tuttavia, riguardano pur sempre la nostra giustizia, l’esecuzione della pena, ed è, quindi, allo stesso tempo, impensabile che esse possano essere messe completamente da parte.

Probabilmente, il modo migliore per affrontare le tante criticità che affliggono il mondo dei penitenziari, è quello di un impegno comune, politicamente trasversale.

La nostra iniziativa è nata per appianare le divergenze, è nata perché possa discutersi della sicurezza dei cittadini senza escludere i diritti e la dignità delle persone ristrette, è nata per promuovere un grande bilanciamento e contemperamento di interessi e di diritti, ma siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare, siamo consapevoli che sulle carceri spesso possono registrarsi delle posizioni politiche diametralmente opposte.

Per promuovere un impegno comune su una materia che, a seconda delle appartenenze politiche va registrando delle opinioni tra loro assai distanti, è necessario approfondire soprattutto ciò che unisce, è necessario approfondire gli argomenti su cui esiste una intesa. Al riguardo, un argomento su cui tutti, in linea generale, potrebbero trovarsi d’accordo è quello per cui le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato, così come recita il nostro art. 27 della Costituzione.

E’ perciò auspicabile che in questo 2020 da poco iniziato, possa registrarsi un cambio di passo, non più uno scontro tra chi vorrebbe buttare via la chiave e chi non vorrebbe buttarla via, ma un impegno politico trasversale fondato sulla Costituzione della Repubblica. In particolare, è auspicabile che in ambito parlamentare si verifichi in questo 2020 da poco iniziato, una grande fioritura di progetti che privilegiando lo studio, la formazione, il lavoro, o comunque delle nuove concezioni di carcere e di pena, siano intesi a dare concreta esecuzione al nostro dettato costituzionale”.

Lo dichiara in una nota Giuseppe Maria Meloni, portavoce dell’iniziativa Piazza delle Carceri e della Sicurezza del cittadino.