Scuola. Post consigliere Lega. E’ come Auschwitz, “Schule macht frei”……..poi le scuse

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Agenpress – “Visto che qualcuno si scandalizza……e ne fa strumentalizzazione politica perché carente di contenuti e proposte per la gente, allora
ricondivido la foto creata da Marcello Pamio III …così che ne capiate il significato. Quello vero”.
“Nessuno che si scandalizza per le migliaia di bambini costretti a settembre a stare rinchiusi come in stalletti, in teche di plexiglass, a distanza asociale….senza poter socializzare, avere rapporti “umani”….senza poter toccare i compagni e gli insegnanti.
Questa voi la definite libertà? La definite democrazia? La definite Scuola?
La foto è forte, perché un risveglio generale di consapevolezza servirebbe.
I bambini di oggi saranno gli adulti del futuro.
Cosa insegneremo a loro? A stare distaccati, a stare da soli…?
Vogliamo una scuola nozionistica dove i bambini si debbono rassegnare a stare in solitudine, distaccati dagli altri, ed a fare in vista di un premio o di una punizione?
é una scuola che funziona benissimo?
Se lo scopo è formare cittadini docili e obbedienti che si rassegnino da adulti a fare, senza troppe pretese o lamentele, un lavoro che non piace loro oppure sottostare a delle idee dettate da qualcuno considerato depositario di verità.
Cosa diventeranno questi bambini in un futuro se trattati e cresciuti così?
Il senso è questo…..
“Ricordare per non dimenticare, ricordare per non ripetere”
Ecco vediamo di non creare persone in futuro che possano ripetere….e partiamo dalla socialità, il contatto e la condivisione….partiamo dalla Scuola”.
Ed è subito polemica a partire dal sindaco di Borgo San lorenzo Paolo Omoboni che, sempre su Facebook, scrive: “La foto si commenta da sola. Si può essere critici verso un partito, verso un’idea, verso una legge, ma usare queste immagini, in particolare se chi la usa è un consigliere comunale, che siede nell’istituzione democratica più vicina ai cittadini, è inaccettabile”.
Lo stesso  Ticci, oggi, sempre con un post, ha voluto specificare:
“Mi sento di chiedere scusa, per una foto, inopportuna, a corredo di un post che ho condiviso e lo faccio per coloro che si sono sentiti offesi per quella foto; per quello che rappresenta.
Sui contenuti porto avanti una battaglia per chi in questi mesi e anni é stato lasciato in disparte, non considerato.
Volevo porre attenzione su un grave problema di “normalizzazione” di una nuova politica scolastica che va delineandosi e per farlo ho condiviso una foto di un giornalista molto critico sul decreto.
Quando si sbaglia con umiltà si chiede scusa. Punto!
Ho avuto modo di visitare i campi di sterminio due volte, una delle quali grazie al Viaggio della Memoria e del Ricordo e ritengo le conseguenze di quei regimi totalitari momenti più bassi della storia dell’umanità intera.
Tengo a sottolineare la mia profonda vicinanza alle vittime ed ai loro familiari.
Per questo mi ha profondamente ferito il fatto che il consiglio comunale non abbia approvato la mia proposta di far fare ai ragazzi dei viaggi nei campi di sterminio, sovvenzionandoli anche con i nostri gettoni di presenza.
Volevo solo criticare il decreto scuola e non era intenzione riaprire per nessuno una ferita dolorosa e frase più buia della storia moderna.
Ricordare serve per non dimenticare, ricordare per non ripetere.
Ripartiamo dalla scuola e dai bambini perché ciò non si ripeta nel futuro”.