Adinolfi (PdF): “RaiUno completa il processo di omosessualizzazione dei conduttori”

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AgenPress. Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia (PdF), esprime solidarietà a Lorella Cuccarini non confermata nella prossima stagione alla guida del contenitore di RaiUno, La Vita in Diretta: “Con la rimozione di Lorella Cuccarini, immensa icona pop della tv italiana ma con la sfortunata condizione di essere una mamma di famiglia di molti figli e di idee cattoliche, RaiUno completa il processo di omosessualizzazione dei conduttori simbolo dei programmi di quella che una volta era la rete per famiglie.

Oggi, alla guida del principale contenitore quotidiano della rete, rimane solitario il grande amico del duplex di Palazzo Chigi Casalino-Spadafora, Alberto Matano. Gay dichiarato, sostenuto nella sua battaglia per impadronirsi de La Vita in Diretta dal M5S di governo (che rifiutava la lottizzazione solo quando a farla erano gli altri), Matano ha giocato sporco contro la Cuccarini che andandosene gli ha riservato parole durissime.

A tenere in caldo il posto a Matano durante la versione estiva del principale programma di RaiUno sarà Beppe Convertini, anche lui conduttore gay. A fare il traino a La Vita in Diretta, viene piazzato un programma imbarazzante per colonizzazione Lgbt, ovviamente condotto da un gay: Pierluigi Diaco.

Il programma si intitola Io e Te, è bruttissimo, raffazzonato, scritto male e guidato peggio, non riesce ad arrivare manco al 10% di share, con momenti in cui letteralmente ci si vergogna per chi lo conduce come quando si dà spazio a tal ospite fisso Santino Fiorillo, che manco in una tv provinciale di terza categoria potrebbe aprire bocca e invece su RaiUno ha trovato il suo reddito di cittadinanza grazie alla palese appartenenza alla nota lobby.

Ora, RaiUno manda in onda tutti i giorni Santino Fiorillo e caccia Lorella Cuccarini. Poi dicono pure che sono discriminati e vogliono la legge Zan per mandarci in galera. Fino a quando pensano che sopporteremo tutto questo? Si ricordino che RaiUno è tenuta in piedi dal canone pagato dai ventinove milioni di italiani regolarmente sposati, non dalle seimila coppie civilunite con la legge Cirinnà”.