Zoomafia 2019. In Campania aumentano i reati contro gli animali. 520 indagati

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AgenPress – Combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, corse clandestine di cavalli, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, traffico di cuccioli: sono i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania che emergono dal Rapporto Zoomafia 2020,
redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto è alla sua ventunesima edizione e analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2019. L’edizione 2020 del Rapporto Zoomafia ha avuto il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto.
“Il presente Rapporto rileva gli accadimenti relativi al 2019 – afferma Troiano. – Non possiamo, però, non fare i conti anche con l’emergenza sanitaria, inattesa e violenta, che ci ha investito; un’emergenza globale e senza precedenti che impone un approfondimento anche per i crimini contro gli animali. I traffici legati allo sfruttamento degli animali, come diciamo da anni, rappresentano un’importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali che manifestano una spiccata capacità di trarre
vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando poco. L’emergenza genera illegalità, si sa, e si possono individuare profili di preoccupazione anche per tutte quelle attività economiche che sfruttano gli animali – continua Troiano. – Se l’attuale insicurezza economica perdurasse o, peggio, si acuisse, non sarebbe azzardato supporre un aumento dei delitti come l’abigeato, la macellazione clandestina, la pesca di frodo organizzata, il traffico di fauna a scopo alimentare, ovvero di tutte quelle attività economiche che rispondono agli interessi primari”.

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia ha analizzato i dati del 2019 ricevuti da 9 Procure Ordinarie su 10 (non ha risposto la Procura di Avellino) e da tutte e due le Procure Minorili, quella di Napoli e quella di Salerno. Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale si può stabilire che nel 2019 in Campania sono stati registrati 870 fascicoli (circa il 9,16% di quelli nazionali), con un’incidenza pari a 14,89 procedimenti per 100000 abitanti; e 520 indagati (circa l’8,90% di quelli nazionali), con un tasso di 8,90 indagati ogni 100.000 abitanti. 2 i procedimenti della Procura per i Minorenni di Salerno con 3 indagati per maltrattamento di animali.

Queste attività delinquenziali non sono affatto residuali né trascurabili. Controllare l’affaire randagismo, ad esempio, significa accaparrarsi un’importante fetta di convenzioni con gli enti locali, mentre controllare i pascoli, vuol dire mettere le mani su uno degli affari più cospicui e remunerativi del territorio, che non ha nulla da invidiare agli altri business criminali.

Sono numerosi gli interessi dello sfruttamento criminale degli animali che possono stimolare gli appetiti della criminalità organizzata e i casi accertati lo dimostrano. Se l’attuale insicurezza economica perdurasse o, peggio, si acuisse, poi, potremmo assistere a un aumento dei delitti come l’abigeato, la macellazione clandestina, la pesca di frodo organizzata, il traffico di fauna a scopo alimentare, ovvero di tutte quelle attività economiche che rispondono agli interessi primari.