Visoni. LAV contro ordinanza Speranza. Ci vuole coraggio, chiudere allevamenti

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Foto da LAV

AgenPress – Una ordinanza inutile e senza efficacia nello scongiurare serbatoi di coronavirus tra i visoni. C’è bisogno di coraggio: seguire positivo esempio di Paesi europei che hanno già imposto lo stop alla produzione di pellicce e su basi anche etiche.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base di un insufficiente rapporto del Consiglio Superiore di Sanità, ha firmato un’Ordinanza che vieta per tre mesi l’allevamenti di visoni, ma i tre mesi, fino a febbraio prossimo, sono quelli durante i quali il normale ciclo di “produzione” dei visoni è, di fatto, fermo. In pratica è come se si fosse vietata la vendita degli ombrelloni da spiaggia, nei mesi invernali!

Dobbiamo seguire l’esempio dei Paesi europei che, già da diversi anni, – ad esempio Regno Unito, Austria e Germania – hanno vietato l’allevamento di visoni, e che quindi non hanno problemi di diffusione del virus da queste strutture, o dei grandi Paesi produttori come Danimarca e Olanda nei quali sono avvenuti contagi fra i visoni, e fra visoni ed esseri umani, che con i loro Organismi sanitari e veterinari non hanno avuto dubbi nel proporre e mettere in pratica lo stop definitivo a questo tipo di allevamenti.

Abbiamo già scoperto il coronavirus in allevamenti italiani, ad agosto e novembre. Abbiamo già denunciato violazioni alle minime norme di biosicurezza. Per tutelare animali e salute pubblica, l’unico provvedimento utile da adottare è il definitivo divieto d’allevamento di visoni.