lunedì, Marzo 8, 2021
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Stefano Bonaccini indagato per abuso d’ufficio, presunte pressioni a sindaco leghista del Ferrarese

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AgenPress – Stefano Bonaccini risulta indagato in un fascicolo per abuso d’ufficio aperto dalla Procura di Ferrara sulla vicenda delle presunte pressioni denunciate un anno fa, con un esposto dal sindaco di Jolanda di Savoia, Paolo Pezzolato. Lo scrive il Resto del Carlino. All’esposto era allegato l’audio di una telefonata tra il governatore e il sindaco. Secondo Pezzolato, dopo la decisione della vice sindaca Elisa Trombin di appoggiare la candidata leghista Borgonzoni alle regionali, Bonaccini avrebbe fatto pressioni perché Comuni limitrofi rifiutassero di condividere con Jolanda di Savoia alcuni dipendenti.

“Sapevamo dell’iscrizione ma non abbiamo alcun profilo di preoccupazione”, ha infatti spiegato a Il Resto del Carlino il professor Vittorio Manes. Il fascicolo sul cosiddetto “Caso Jolanda” fu aperto dopo l’esposto presentato ai carabinieri da Paolo Pezzolato, sindaco, per l’appunto, di Jolanda di Savoia (Ferrara).

A riprova di quanto denunciato, il primo cittadino presentò in allegato anche l’audio di una telefonata avuta con Stefano Bonaccini in cui si discuteva della volontà della lista civica Elisa Trombin (ex sindaco di Jolanda e sua vice), di dare il proprio appoggio al centrodestra di Lucia Bergonzoni. Una scelta, quella di correre per la Lega alle regionali, mal digerita dallo stesso Bonaccini, che avrebbe reagito molto duramente, arrivando ad esercitare delle forti pressioni. Questa la versione del sindaco di Jolanda di Savoia, minimizzata invece dal legale dell’attuale presidente della regione Emilia Romagna, che ha sì confermato una discussione dai toni decisamente accesi, “ma nulla che possa fare pensare a illeciti di rilievo”.

Il primo cittadino di Jolanda di Savoia, infatti, dopo un incontro con il sindaco leghista di Ferrara Alan Fabbri e con Matteo Salvini, parlò di pressioni indebite ricevute da Bonaccini durante una telefonata. In particolare, Pezzolato denunciò il mancato trasferimento in comando di cinque funzionari da altri Comuni dell’Unione Terre e Fiumi. Secondo la sua ricostruzione, un effetto della candidatura della sua vicesindaca, Elisa Trombin, con la lista della Borgonzoni. “La cosa che dico solo – disse Bonaccini parlando con l’amministratore e riferendosi a Trombin – è che dal candidarsi con me al trovarsela di là… chiaro che dopo allora c’è un giudizio. Se per caso vinco io, come è probabile, dopo però non mi cercate più“. Il governatore parlò di “fango“, definì la cosa “surreale” e disse di aver fatto “dell’onestà” la sua “bandiera di vita” e del suo “impegno politico”.

La versione di Pezzolato fu smentita anche da Andrea Zamboni e Marco Fabbri, sindaci di Riva del Po e di Comacchio. Spiegarono che il loro collega era informato di tutto, come da verbale di giunta dell’Unione del 13 gennaio. Il sindaco Zamboni, rivela sempre il Resto del Carlino, ha querelato Pezzolato, il quale lo aveva tirato in ballo riportando alcuni stralci di una loro conversazione.

“Sono tranquillo, esattamente come le ero un anno fa. Non solo perché ho fiducia nell’azione della magistratura, ma anche perché sono totalmente estraneo ai fatti riportati. Peraltro, della trasparenza e dell’onestà ho fatto le bandiere del mio impegno politico amministrativo, come sa bene chi mi conosce. Tengo sempre nettamente distinti il piano politico da quello istituzionale”, ha commentato Bonaccini. “La vicenda sollevata dal sindaco di Iolanda in campagna elettorale un anno fa, a ben vedere, non riguarda né la Regione né il sottoscritto, ma i singoli rapporti tra i Comuni di quel territorio. Cosa su cui non mi compete né esprimermi né, men che meno, ingerire. E infatti non l’ho fatto in passato né lo farò in futuro”.