“La logica della violenza sta avvelenando la politica internazionale”

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. Il Sen. Domenico Scilipoti Isgrò, presidente di Unione Cristiana, lancia l’allarme sui pericoli di un conflitto che, mese dopo mese, rischia di diventare strutturale e di travolgere gli equilibri globali.

“Il prolungarsi della guerra in Medio Oriente non è un fatto lontano. È una ferita che sanguina ogni giorno e che produce conseguenze dirette sulla sicurezza, sull’economia e sulla tenuta sociale dell’Italia e dell’Europa”, dichiara il Sen. Scilipoti Isgrò.

L’escalation in corso preoccupa il mondo: la tensione crescente tra Iran, Stati Uniti e Israele rischia di trasformare un conflitto regionale in uno scontro su scala globale, con ripercussioni dirette sullo Stretto di Hormuz e sulla sicurezza energetica dell’Occidente. A questo si aggiunge il clima di odio che colpisce le democrazie: l’ultimo attentato a Donald Trump dimostra che la logica della violenza sta avvelenando la politica internazionale. Quando si sostituiscono le urne con le armi, nessuno è al sicuro.

Tre sono i rischi che la politica non può più ignorare.

Il rischio umanitario e morale: migliaia di civili continuano a morire. Ogni giorno senza pace è un giorno in più di orfani, vedove, popolazioni allo stremo. Nessuna ragione geopolitica può giustificare l’indifferenza davanti alla vita umana. Come Nazione che si riconosce nei valori cristiani e nella Carta ONU, l’Italia ha il dovere di chiedere con forza il cessate il fuoco.

Il rischio economico ed energetico: Il conflitto, con il coinvolgimento diretto di Iran e USA, alimenta instabilità sui mercati e minaccia le rotte del petrolio. La pressione sui prezzi dell’energia e delle materie prime genera nuove ondate inflattive. Il caro carburante e il costo della vita colpiscono già le famiglie italiane. Una guerra lunga significa insicurezza economica per imprese e lavoratori. Serve una strategia europea per diversificare le fonti e proteggere i redditi.

Il rischio geopolitico e di sicurezza: Più il conflitto dura, più cresce il pericolo di allargamento regionale, di radicalizzazione e di nuovi flussi migratori incontrollati. L’attentato a Trump conferma che l’instabilità mediorientale esporta insicurezza nelle nostre democrazie. L’Italia, per la sua posizione nel Mediterraneo, è in prima linea. Non possiamo permetterci un Medio Oriente in fiamme permanente alle porte di casa.

“Serve una iniziativa diplomatica forte dell’Italia e dell’UE”, prosegue Scilipoti Isgrò. “Basta armi senza strategia di pace. Occorre tornare al primato della politica: due popoli, due Stati, con garanzie di sicurezza reciproche. E bisogna fermare subito l’escalation tra Iran, USA e Israele prima che precipiti. La pace non è utopia, è l’unica strada realistica”.

“La guerra è sempre una sconfitta”, ricordava Giovanni Paolo II. “Oggi quella sconfitta rischia di diventare abitudine. Non possiamo rassegnarci. L’Italia faccia sentire la sua voce per fermare le armi e far parlare la diplomazia”.

Sarebbe opportuno che il Governo riferisse in Parlamento sulle iniziative diplomatiche in corso, sui rischi legati al fronte Iran-USA-Israele e sul ruolo dell’Italia per favorire una de-escalation immediata e la ripresa di un processo di pace credibile.

Sen. Domenico Scilipoti Isgrò Presidente Unione Cristiana.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -