AgenPress – “Pregherò per lei e per me”. Cosi Mohammad Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano, che ha ribadito la preoccupazione per la propria famiglia, ha chiesto infatti informazioni anche sulla sulla vicenda della giornalista in carcere in Iran.
L’ingegnere ha chiesto al suo legale di scrivere su un foglio bianco il nome di Cecilia Sala, affinché possa pregare per lei e, anche se non è stato detto esplicitamente, per la sua liberazione. Durante il colloquio l’avvocato De Francesco ha spiegato all’ingegnere meccanico la situazione nel dettaglio, a partire dal parere negativo e non vincolante della Pg Francesca Nanni alla istanza di domiciliari fino ad entrare nel merito della vicenda per cui gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione con accuse che il 38enne non riconosce e respinge.
Sulla vicenda l’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, è stata ricevuta, secondo quanto si apprende, al ministero degli Esteri di Teheran.