AgenPress. In un momento così drammatico, la Faisa Cisal ribadisce con forza che la sicurezza non può essere considerata una variabile secondaria né una responsabilità da procrastinare. È un impegno che riguarda tutti: il Governo, la politica nel suo complesso – senza distinzioni ideologiche – le Regioni, i Comuni, le aziende e tutti coloro che, a vario titolo, operano nella gestione degli spazi pubblici e dei luoghi di lavoro.
In particolare, la politica, e solo essa può farlo, deve farsi carico di tradurre in scelte legislative concrete le criticità e le proposte che emergono dai diversi tavoli istituzionali e dai gruppi di lavoro, ai quali partecipano anche Ministeri e strutture competenti dello Stato oltre che aziende e sindacati sia del TPL che delle ferrovie. Il confronto e l’analisi non devono restare esercizi teorici, ma devono tradursi in norme efficaci e strumenti operativi, capaci di incidere realmente sulla prevenzione e sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Non possiamo e non dobbiamo accettare l’idea che la violenza sia una deriva inevitabile o che la morte sul luogo di lavoro diventi un rischio tollerabile. Garantire la sicurezza significa assumersi la responsabilità di fare scelte politiche e operative chiare, di investire con continuità nella prevenzione e nella protezione dei lavoratori. È un dovere verso i lavoratori, le loro famiglie e tutta la collettività. In questo ambito, nessuno può restare a guardare.
Per queste ragioni, la Faisa Cisal esprime piena solidarietà e sostegno ai lavoratori delle ferrovie dell’Emilia-Romagna, che hanno deciso di scioperare il 7 gennaio 2026 in segno di protesta per il tragico evento che ha causato la morte di un collega. Questo gesto non è solo una richiesta di bn giustizia per la vittima, ma un segnale forte affinché la sicurezza diventi una priorità assoluta per tutti.
