Palmoli, padre Maurizio Raimondo: “Trauma peggiore di condizione di vita spartane”

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AgenPress. Viviamo tempi di grandi paradossi e purtroppo anche di grandi e indicibili interessi. La vicenda che riguarda i bambini sottratti ai genitori a Palmoli è qualcosa che genera sfiducia nelle istituzioni.

Perché lo Stato non è proprietario degli individui, a meno che non sia una dittatura. E il trauma generato a quei 3 bambini strappati all’affetto e alle cure dei propri amorevoli genitori e tolti ad un habitat magari spartano ma sicuramente moralmente sano, sarà ben più grave del non aver avuto un bagno con acqua corrente in casa.

Le istituzioni dovrebbero guardare al bene della persona e non cadere nella tentazione della visibilità o della carriera a tutti i costi. Dobbiamo servire l’uomo e non servirci dell’uomo.
Il costo finora speso dal Comune per tenere segregati madre e figli nella Casa di Accoglienza è di oltre 12 mila euro, e la previsione dei costi supererà i 40 mila euro.

Ci si domanda se non potessero essere impiegati meglio, magari per aiutare quel papà a ristrutturare la casa del bosco che molti hanno chiamato rudere ma che era comunque fornita di elettricità attraverso pannelli solari, riscaldamento attraverso la stufa a legna. Riteniamo che quei bambini rischino di rimanere traumatizzati a vita a causa di una scelta molto discutibile fatta dal Tribunale de l’Aquila. Per analogia.

Questo significa che adesso saranno presi di mira tutti i campi rom, tutti i circensi, e tutti gli stranieri che hanno una cultura diversa e che non fanno il reinserimento sociale secondo le regole e le tradizioni del nostro Stato. Per non parlare delle baby gang che accoltellano e rapinano per strada vivendo in case confortevoli con bagni muniti di vasche idromassaggio, con riscaldamento, condizionatori e smartphone di ultimissima generazione. E con automobili regalate prima dei 18 anni e quindi senza patente.

Da direttore di Comunità di accoglienza con una esperienza ultra trentennale vi assicuro che ci sono differenze visibili a occhio nudo tra chi veramente deve essere allontanato dalla propria famiglia causa violenze vere e soprusi e il caso strumentalizzato per evidenti fini ideologici della famiglia del bosco.

Eppure l’Italia si definisce un Paese cristiano e altruista, disponibile ad accogliere chiunque venga da noi. Ma nel concreto ha dato prova di voler dividere una famiglia solo perché la loro scelta di vivere senza inquinare, a contatto con la natura è vista bene solo a chiacchiere, quando si invoca la sostenibilità ambientale, ma è criticata e punita in maniera esemplare se viene messa davvero in pratica come fanno anche altre famiglie di neo rurali”.

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