AgenPress. “Risulterò poco credibile, ma sono partita abbastanza preoccupata e con la paura di essere arrestata appena arrivata in Iran, e non ho trovato questo. C’erano turisti occidentali che camminavano per strada e non si sentivano in pericolo. Io stessa ho girato a Teheran in macchina, scegliendo dove andare”.
Queste le parole di Elena Basile, ex ambasciatrice, su Radio Cusano Campus, nel programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Ovviamente non sono andata nella manifestazione, non sono folle. È ovvio che se un occidentale va nelle manifestazioni e scatta foto alla polizia o si espone contro il governo rischia di essere arrestato – ha proseguito Basile – Non si nota uno stato di polizia, non ci sono poliziotti schierati o controlli di documenti. Io ho parlato con tutti per strada. Non c’è dittatura, l’Iran ha un potere teocratico che ha sempre l’ultima parola e che ha fatto del male anche quando le manifestazioni erano pacifiche. Alcuni riformisti mi hanno detto che la repressione è stata brutale anche in situazioni più distese”.
“Queste manifestazioni iniziano per la crisi economica, con i commercianti dei bazar che non arrivano a fine mese per l’inflazione. C’è una povertà straordinaria, ma anche un Iran di straricchi – ha concluso Basile – Il vero numero dei morti non si sa, le fonti non si capisce dove sono. Essendo una guerra non si può fare affidamento sulla stampa, sulle dichiarazioni del governo iraniano o sulla propaganda occidentale”.