Conferenza stampa dedicata alle criticità strutturali che attraversano il sistema sanitario italiano

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28 gennaio 2026, alle ore 11:00, presso la Club House di Piazza di Montecitorio 116


AgenPress. L’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP) terrà il prossimo 28 gennaio 2026, alle ore 11:00, presso la Club House di Piazza di Montecitorio 116, una conferenza stampa dedicata alle criticità strutturali che attraversano il sistema sanitario italiano e che stanno producendo effetti concreti sull’accesso alle cure, sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità delle prestazioni.

L’iniziativa, promossa dalla Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori e dalla sua presidente Mariastella Giorlandino, intende riportare al centro del dibattito pubblico tre nodi fondamentali: tariffe, sicurezza delle cure e organizzazione dei servizi sanitari. Temi che non riguardano interessi di categoria, ma incidono direttamente sul diritto alla salute dei cittadini e sulla tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale.

Mariastella Giorlandino
Presidente Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata

Negli ultimi mesi, scelte normative e organizzative presentate come interventi tecnici o semplificazioni stanno introducendo regole diseguali per prestazioni sanitarie uguali, con il rischio di un abbassamento selettivo degli standard di qualità e di un trasferimento delle incoerenze del sistema sui cittadini. Questioni come l’incertezza del nomenclatore tariffario, l’estensione della cosiddetta farmacia dei servizi in deroga ai requisiti ordinari e il riordino della rete laboratoristica prima della definizione dei criteri non sono temi astratti, ma incidono sulla sicurezza delle diagnosi, sulla qualità delle cure e sull’equità dell’accesso ai servizi.

Al centro della conferenza stampa anche l’intervento del Prof. Foad Aodi, che prenderà la parola, come medico fisiatra e giornalista internazionale a nome di AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, AISC News – Agenzia Internazionale Informazione Senza Confini, del Movimento Uniti per Unire e membro del Direttivo di AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti.

Prof. Foad Aodi

«La difesa della sanità italiana deve essere unitaria e non ideologica, indipendentemente dal fatto che si tratti di sanità pubblica o privata – sottolinea Aodi –. Difendere la salute significa difendere i professionisti sanitari, italiani e di origine straniera, e garantire ai cittadini sicurezza, qualità e regole chiare».

Nel suo intervento, Aodi ribadirà che non può esistere sicurezza delle cure se non vengono rispettati i requisiti nelle autorizzazioni e nei controlli, aggiungendo che «stesse prestazioni sanitarie devono avere stessi requisiti minimi, stessi controlli e stesse garanzie per tutti». Un principio che, secondo il professore, deve guidare ogni riforma sanitaria, evitando scorciatoie normative che rischiano di creare disuguaglianze e zone grigie.

Particolare attenzione sarà dedicata anche al tema delle liste d’attesa, che «vanno affrontate in modo trasparente e strutturale, senza contrapporre la sanità privata a quella pubblica». Aodi ricorda infatti che «il contributo della sanità privata, sia accreditata sia autorizzata, è oggi fondamentale per garantire servizi essenziali – dalle analisi alla diagnostica, dalla riabilitazione alle visite specialistiche – che il solo sistema pubblico non riesce a coprire integralmente».

La conferenza stampa del 28 gennaio rappresenta inoltre il primo momento pubblico di un percorso più ampio, che culminerà in una manifestazione nazionale il 14 marzo 2026, pensata come iniziativa civile a tutela della sanità, dei pazienti e delle regole di qualità.

Un messaggio chiaro, condiviso da UAP e dalle associazioni rappresentate da Aodi: la salute non è un favore amministrativo, ma un diritto costituzionale, e come tale richiede regole uguali, trasparenza nei criteri decisionali e garanzie certe per tutti i cittadini.

Nel suo intervento, Aodi sottolinea inoltre come la difesa dei professionisti della sanità rappresenti un pilastro imprescindibile della tutela del diritto alla salute, indipendentemente dal fatto che operino nel sistema pubblico o in quello privato.
«Non può esistere sicurezza delle cure senza la sicurezza di chi le garantisce ogni giorno – afferma Aodi –. Difendere i professionisti sanitari significa contrastare con decisione le aggressioni, ridurre il ricorso alla medicina difensiva, fermare la fuga all’estero di competenze formate in Italia e arginare le dimissioni dal pubblico verso altri ambiti, che stanno impoverendo il sistema».
Aodi richiama anche l’attenzione sul crescente rischio di invasioni di campo tra le diverse figure professionali, sottolineando la necessità di ristabilire confini chiari e responsabilità definite. «Serve una collaborazione interprofessionale corretta, basata sul rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno», ribadisce. «In questo quadro va riaffermato con chiarezza che diagnosi e cura sono di competenza medica, a tutela dei cittadini e degli stessi operatori sanitari».
Questi principi – evidenzia Aodi – sono pienamente coerenti con l’impostazione della conferenza stampa promossa dalla Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori, che pone al centro regole uguali, requisiti omogenei, controlli effettivi e garanzie di qualità, come base per un sistema sanitario credibile e orientato alla sicurezza.

«Ringraziamo tutte le sigle autorevoli che stanno lavorando all’interno dell’UAP, tra cui AISI di cui sono parte del Consiglio Direttivo, contribuendo con competenze e responsabilità a un confronto serio sui nodi strutturali della sanità italiana», sottolinea il Prof. Foad Aodi, precisando che tutte le posizioni espresse sono condivise e portate avanti in pieno accordo e in collaborazione con la presidente della UAP, Mariastella Giorlandino. «Solo attraverso un lavoro comune, basato su regole chiare, rispetto dei requisiti e tutela della sicurezza delle cure, è possibile difendere realmente il diritto alla salute dei cittadini e la dignità dei professionisti sanitari».

 

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