Seoul. Giorgia Meloni incontra il Presidente della Repubblica di Corea Lee Jae-Myung

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AgenPress. Sono molto contenta di essere qui oggi a Seoul e voglio ringraziare di cuore il Presidente Lee Jae-Myung per la calorosa accoglienza che ha riservato a me e all’intera delegazione.  È la mia prima visita in questa Nazione, sono felice di essere il primo Capo di Governo europeo a fare visita in Corea dopo l’elezione e l’insediamento del Presidente. E penso che sia questo un segnale molto chiaro dell’importanza che il Governo italiano intende attribuire alle relazioni con la Corea. Come dicevo, però, questa visita vuole anche colmare un vuoto troppo lungo – e io penso che questo vuoto andasse colmato per l’importanza strategica che questa Nazione ha per l’Italia. L’obiettivo che chiaramente ci poniamo con questa visita è quello di dare ulteriore profondità, ulteriore slancio ad un rapporto che è già solido e proficuo, ma che può diventare sempre più strategico, particolarmente nel contesto molto complesso nel quale operiamo.

Italia e Corea sono Nazioni amiche, sono Nazioni alleate, oltre ad essere democrazie mature e tecnologicamente avanzate. E questa affinità rappresenta uno straordinario valore aggiunto che dobbiamo saper sfruttare, che dobbiamo saper valorizzare, per muoverci al meglio in uno scenario globale dove l’incertezza è ormai diventata la normalità e la velocità delle trasformazioni geopolitiche, produttive ed economiche impone una grande capacità di reazione e una grande capacità di adattamento.

In questo quadro, con il Presidente Lee abbiamo fissato tre priorità.

La prima è rafforzare il nostro partenariato economico e industriale. Oggi la Corea è il primo mercato asiatico per l’export italiano in termini pro capite. È chiaramente un dato molto positivo, che ci dice due cose importanti. La prima è che il Made in Italy è molto apprezzato in Corea e che le nostre imprese sono considerare dalle loro controparti coreane partner affidabili; la seconda è che c’è un altissimo potenziale e che quindi possiamo lavorare per fare ancora meglio, soprattutto – dal nostro punto di vista – nei settori ad alto valore aggiunto. È il motivo per il quale abbiamo deciso di consolidare il nostro partenariato economico, di promuovere gli investimenti reciproci, di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese. E ci poniamo anche l’obiettivo insieme di superare alcune barriere non tariffarie all’ingresso per i nostri prodotti.

La seconda priorità riguarda la cooperazione che intendiamo mettere in campo per rendere le catene del valore più forti, sempre più sicure, in un’ottica di resilienza e sicurezza per le nostre economie. Mi riferisco, ad esempio, al tema dei semiconduttori, che rappresenta a delle materie sulle quali questa mattina abbiamo firmato un Memorandum, che io considero particolarmente importante – parliamo di un settore che sappiamo essere decisivo. Ci consente, questo Memorandum, di valorizzare i rispettivi know-how, di potenziare le sinergie tra i nostri sistemi industriali.

Sono cruciali, da questo punto di vista, anche la ricerca scientifica, il dialogo tra imprese, università e centri di ricerca, lo scambio di ricercatori, lo sviluppo di competenze avanzate, e la cooperazione in tutti questi ambiti. Sono ambiti nei quali insieme vogliamo investire con decisione perché, come ci ricorda anche la Banca Mondiale – e ho ricordato diverse volte -, l’80% della ricchezza delle Nazioni più avanzate è immateriale, è cioè una ricchezza rappresentata dal sapere. È il sapere fa la differenza in questo tempo. Lo farà sempre di più. Su queste materie dobbiamo investire e chiaramente tra due partner come Italia e Corea, che sono sicuramente Nazioni particolarmente sviluppate da questo punto di vista, la cooperazione può portare risultati straordinari.

La terza priorità sulla quale ci siamo concentrati è quella di dare maggiore sistematicità al coordinamento anche politico, cioè anche al coordinamento sui grandi temi internazionali.

Ci siamo confrontati ovviamente sulla situazione dell’Indo -Pacifico. Voglio dire anche qui che ho espresso al Presidente il mio apprezzamento per il suo approccio che considero un approccio molto pragmatico, molto costruttivo – c’è bisogno di leader pragmatici e costruttivi, in un tempo come questo -, orientato a ridurre le tensioni. Noi per questo, anche per questo, condividiamo la necessità di rafforzare il coordinamento non solo a livello bilaterale ma anche nei forum multilaterali, condividiamo un maggiore coinvolgimento e una maggiore cooperazione tra la Corea e i partner del G7.

Abbiamo discusso, ovviamente, dei legami sempre più evidenti tra la sicurezza europea e quella dell’Indo-Pacifico, a partire dai riflessi della guerra in Ucraina, e ci siamo soffermati anche sulle opportunità di collaborazione nuova che abbiamo a livello internazionale. Tra queste sicuramente abbiamo ragionato della capacità e della possibilità di collaborare insieme in Africa, dove riteniamo che Italia e Corea possano unire capacità, tecnologia, formazione e investimenti. I nostri team lavoreranno per individuare dei progetti specifici nelle Nazioni che sono già coinvolte dal Piano Mattei per l’Africa, il piano italiano di cooperazione con le Nazioni africane, facendo leva anche sugli strumenti finanziari che abbiamo messo in campo con la Banca Mondiale e con la Banca Africana di Sviluppo.

Abbiamo, insomma, molto lavoro da fare perché sia io che il Presidente abbiamo fatto una sintesi delle tante materie che sono state oggetto dei nostri colloqui stamattina. Anche il tema della nostra cooperazione culturale, dello scambio tra i nostri popoli, quindi dello scambio people to people, sono altre materie molto importanti sulle quali vogliamo lavorare. Quindi molto lavoro da fare. Mi auguro che ci si possa rivedere presto e mi auguro che, come siamo abituati a fare con tutte le Nazioni con le quali riteniamo che la nostra cooperazione sia molto strategica, si possa ad ogni nostro incontro dare conto del lavoro e dei risultati concreti che abbiamo realizzato e darci dei nuovi obiettivi.

È la ragione per la quale ho invitato – confermo di aver invitato – il Presidente a venire in visita di Stato in Italia nell’arco di quest’anno. Sono molto contenta che il Presidente abbia manifestato l’intenzione di rispondere a questa nostra aspettativa e sarà quella l’occasione per fare il punto sul lavoro che stiamo avviando oggi e per darci ulteriori obiettivi per i prossimi mesi e per i prossimi anni. Quindi la considero davvero una visita molto importante.

Voglio ancora ringraziare il Presidente e tutto il suo staff per un’accoglienza che è stata straordinaria, nella quale abbiamo visto quanto si tenesse al successo di questa visita.

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