AgenPress. È scomparso all’età di 96 anni Antonino Zichichi, uno dei più noti fisici italiani, figura di primo piano nella ricerca scientifica mondiale e nella divulgazione della fisica delle particelle.
Zichichi si è spento questa mattina, lasciando un’impronta significativa nel panorama scientifico internazionale come ricercatore, promotore di istituzioni scientifiche e protagonista del dibattito culturale tra scienza e società.
Nato a Trapani nel 1929, Zichichi si è laureato in fisica e ha intrapreso una carriera che lo ha portato nei principali centri di ricerca del mondo. Ha lavorato presso il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra, dove ha guidato il gruppo che per la prima volta ha osservato l’antideutone, una forma di antimateria composta da un antiprotone e un antineutrone.
È stato professore ordinario all’Università di Bologna, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) dal 1977 al 1982 e presidente della European Physical Society alla fine degli anni Settanta.
Tra i suoi contributi più duraturi c’è anche la promozione e l’ideazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, tra i più importanti centri di ricerca sotterranei al mondo, oltre alla fondazione del Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” a Erice, in Sicilia, punto di riferimento internazionale per lo studio e lo scambio culturale tra scienziati.
Oltre al lavoro scientifico, Zichichi è stato un volto noto per il grande pubblico, impegnato a rendere accessibili concetti complessi della fisica e a promuovere la cultura scientifica nella società. È stato anche un convinto sostenitore del dialogo tra scienza e fede, intrecciando queste dimensioni in numerosi interventi pubblici.
Nel corso della sua lunga carriera è stato anche una figura dibattuta, soprattutto per alcune sue posizioni non convenzionali all’interno della comunità scientifica. Convinto cattolico, Zichichi ha espresso critiche alla teoria dell’evoluzione darwiniana e ha messo in discussione alcuni aspetti delle teorie sul cambiamento climatico di origine antropica, attirando discussioni e critiche nel dibattito scientifico e pubblico.
La sua scomparsa è stata commentata con messaggi di cordoglio da esponenti del mondo scientifico e istituzionale. Personalità di rilievo hanno ricordato il suo contributo alla scienza italiana e internazionale e il ruolo cruciale che ha avuto nel promuovere la ricerca in Italia e all’estero.
