Origini, significato e attualità del sistema onorifico repubblicano
AgenPress. L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI) fu istituito con la legge 3 marzo 1951, n. 178, quale massimo Ordine cavalleresco della Repubblica. Esso nacque in un momento storico cruciale per il Paese, nel quadro della ricostruzione istituzionale successiva alla proclamazione della Repubblica e all’entrata in vigore della Costituzione.
L’articolo 87 della Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di conferire le onorificenze della Repubblica. L’OMRI rappresenta dunque uno degli strumenti attraverso i quali il Capo dello Stato esprime il riconoscimento della Repubblica verso coloro che si siano distinti per meriti acquisiti nei confronti della Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia, delle pubbliche funzioni, delle attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.
La ratio della legge istitutiva
La legge 3 marzo 1951, n. 178, e il relativo Statuto pongono al centro del sistema onorifico il principio del merito, quale valore fondante della nuova Repubblica. L’Ordine si articola in cinque classi: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce, cui si aggiunge la distinzione del Collare, riservata ai Capi di Stato.
Fin dalla sua istituzione, l’Ordine è stato concepito come espressione dell’unità nazionale e come strumento di valorizzazione delle migliori energie del Paese. Esso non rappresenta un privilegio, bensì un riconoscimento pubblico fondato su criteri di servizio, dedizione e responsabilità.
Evoluzione e rafforzamento del prestigio dell’Ordine
Nel corso dei decenni, il sistema onorifico è stato oggetto di una progressiva razionalizzazione volta a rafforzarne il prestigio e la selettività.
Particolarmente significativa è stata l’azione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che ridiede forte impulso al valore simbolico dell’Ordine, sottolineandone la funzione di riconoscimento dell’impegno civile e morale al servizio della collettività.
Successivamente, il Presidente Giorgio Napolitano proseguì nel percorso di valorizzazione dell’istituto, consolidando criteri di maggiore rigore nella selezione dei candidati.
L’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ulteriormente rafforzato il significato etico e civile dell’Ordine, premiando i cittadini distintisi per atti di solidarietà, inclusione sociale, tutela dell’ambiente, promozione della legalità e difesa dei valori costituzionali. In questa prospettiva, l’OMRI continua a rappresentare un saldo punto di riferimento istituzionale e morale.
Il significato contemporaneo dell’OMRI
A settantacinque anni dalla sua istituzione, l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conserva intatta la propria funzione simbolica e istituzionale. Esso esprime la gratitudine della Repubblica verso quanti, con il proprio operato, contribuiscono al progresso materiale e spirituale della società.
Il sistema onorifico non si limita a celebrare carriere prestigiose, ma intende porre in luce esempi virtuosi, spesso silenziosi, di dedizione al bene comune. In tal senso, l’Ordine svolge anche una funzione pedagogica, proponendo modelli positivi di cittadinanza attiva.
Conclusioni
Il 75° anniversario della legge istitutiva costituisce un’occasione per riflettere sull’attualità del principio del merito quale fondamento della vita repubblicana. L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana continua a rappresentare uno strumento di coesione nazionale, un riconoscimento alto e solenne che lega idealmente istituzioni e cittadini nel segno della responsabilità, del servizio e della fedeltà ai valori costituzionali.
A distanza di oltre sette decenni, l’OMRI rimane espressione concreta della Repubblica che riconosce e valorizza i suoi migliori interpreti, riaffermando, attraverso di essi, la centralità del merito nella costruzione del bene comune.
Giovanna Ferri – Consigliera di Amministrazione della Fondazione Insigniti OMRI
