Marcello Sala Presidente Nexi Group all’Italian Investment Council by Remind: “Oggi l’innovazione non può più essere separata dalla sostenibilità”

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AgenPress. Si è svolta a Roma la terza edizione dell’Italian Investment Council 2026 by Remind presso Sala Europa – Ufficio del Parlamento europeo in Italia a Palazzo Generali.

L’incontro, promosso da Remind (Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione), rappresenta una piattaforma di dialogo in cui Istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, Manager, Esperti e Professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.

Tra le buone pratiche dei settori produttivi vi è stato anche il contributo di Marcello Sala Presidente Nexi Group: “Desidero ringraziare Paolo Crisafi Presidente di Remind per l’invito all’Italian Investment Council 2026. Rappresento Nexi, una società tecnologica che opera principalmente nel mondo dei pagamenti digitali e che, pur lavorando spesso in ambito B2B, è presente nella vita quotidiana di milioni di cittadini.

Nexi è oggi la più grande società europea nel settore dei pagamenti: operiamo in 25 Paesi, gestiamo circa 140 milioni di carte e lavoriamo con oltre 3,5 milioni di esercenti. Ogni anno gestiamo transazioni per circa 900 miliardi di euro, di cui una parte significativa in Italia. In pratica, una larga parte dei pagamenti digitali che avvengono nel nostro Paese passa attraverso infrastrutture tecnologiche sviluppate e gestite da Nexi.  Accanto ai servizi di pagamento, svolgiamo anche un ruolo infrastrutturale fondamentale: gestiamo la rete interbancaria nazionale, i sistemi che permettono i bonifici tra migliaia di banche europee e alcune piattaforme tecnologiche centrali per i servizi pubblici digitali.  Il nostro lavoro è tecnologia e innovazione. Tuttavia, crediamo che oggi l’innovazione non possa più essere separata dalla sostenibilità. In un contesto in cui la tecnologia evolve molto rapidamente, la sostenibilità deve essere valutata già nella fase di progettazione, non solo dopo l’introduzione di un nuovo servizio.  Stiamo lavorando, ad esempio, su progetti legati all’euro digitale, su sistemi europei di verifica dei pagamenti e su soluzioni che semplificano la vita quotidiana delle persone, come il pagamento dei trasporti pubblici direttamente con carta o smartphone.

Per noi la sostenibilità ha prima di tutto una dimensione concreta. Significa garantire continuità operativa, sicurezza delle transazioni e protezione delle informazioni. Se i pagamenti non funzionano, se i dati non sono protetti o se le frodi non vengono intercettate, il sistema economico ne risente immediatamente.  Solo in Italia monitoriamo milioni di operazioni ogni ora e riusciamo a bloccare frodi per decine di milioni di euro ogni anno. Questo è un esempio di come tecnologia, sicurezza e sostenibilità possano procedere insieme.  Accanto a questi aspetti ci sono naturalmente anche gli obiettivi ambientali e sociali, ma la vera sfida è rendere l’innovazione concretamente sostenibile nel suo funzionamento quotidiano. È questo il principio che guida il nostro lavoro”.

 

 

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