AgenPress. Momenti di forte tensione ai confini orientali della Nato. Un edificio situato nella città romena di Galați, non lontano dal confine con l’Ucraina, è stato colpito da quello che si sospetta essere un drone russo durante un massiccio attacco lanciato dalla Federazione Russa contro la regione ucraina di Odessa. Due persone sono rimaste lievemente ferite.
L’incidente ha immediatamente provocato la dura reazione delle autorità romene, che hanno parlato di una “grave e irresponsabile escalation” da parte di Mosca. La Romania, infatti, è membro dell’Alleanza Atlantica e l’episodio rischia di aumentare ulteriormente la tensione tra la Nato e la Russia.
Secondo le prime ricostruzioni, il drone avrebbe attraversato lo spazio aereo vicino al Danubio durante l’ondata di bombardamenti diretti contro infrastrutture ucraine nella regione di Odessa. Galați si trova a poche decine di chilometri dall’area colpita dagli attacchi russi e negli ultimi mesi diversi frammenti di droni sono già stati rinvenuti sul territorio romeno.
Le autorità di Bucarest hanno aperto un’indagine per accertare con precisione la provenienza del velivolo senza pilota, anche se il contesto dell’attacco rende altamente probabile il coinvolgimento russo. Il ministero della Difesa romeno ha condannato con fermezza l’accaduto, definendolo una violazione inaccettabile della sovranità nazionale.
L’episodio riaccende le preoccupazioni per il rischio di incidenti che possano coinvolgere direttamente i Paesi della Nato confinanti con l’Ucraina. Dall’inizio della guerra, Romania, Polonia e Stati baltici hanno più volte denunciato sconfinamenti o cadute accidentali di droni e missili provenienti dalle operazioni militari russe.
Intanto, la guerra continua a colpire duramente il sud dell’Ucraina. La regione di Odessa è stata bersaglio di un nuovo attacco massiccio con droni, con esplosioni segnalate in diverse aree e danni a infrastrutture civili e portuali. Kyiv accusa Mosca di intensificare la pressione sulle città costiere e sulle rotte strategiche del Mar Nero.
La vicenda di Galați rappresenta dunque un ulteriore campanello d’allarme sulla possibilità che il conflitto travalichi i confini ucraini, aumentando il rischio di un confronto sempre più diretto tra Russia e Nato.
