Luxuria: “Gli ebrei non sono esclusi dal Pride, ma devono rispettare le nostre rivendicazioni. Quello che accade a Gaza va chiamato genocidio”

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AgenPress. “Bisogna fare chiarezza: è una stupidaggine che gli ebrei sono esclusi dalla manifestazione del Pride. Noi abbiamo condiviso con gli ebrei la brutta sorte di essere nei campi di concentramento, loro avevano la stella di Davide e noi il triangolo rosa. Nessuno si deve permettere di dire che al Pride gli ebrei non sono benvenuti. Possono venire con i loro segni distintivi, come può venire qualsiasi persona di qualsiasi religione, anche atei. È successo però qualcosa di diverso. Nel manifesto del Pride, cioè nelle rivendicazioni del Pride, c’è la condanna del genocidio dei palestinesi nella striscia di Gaza. Chi intende partecipare al Pride sa che tra le rivendicazioni del Pride, e ce ne sono tante, c’è anche la questione palestinese. Se vuoi portare un carro di un’associazione, devi leggere quelle che sono le rivendicazioni e aderirvi. Se, come associazione, non consideri che a Gaza sta avvenendo un genocidio, non sono gli organizzatori del Pride che ti escludono, ma tu che ti autoescludi”.

Queste le parole di Vladimir Luxuria, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Sarebbe una contraddizione partecipare a una manifestazione di cui non condividi i valori. Noi non stiamo né con lo stato di Israele né con Hamas: non stiamo con i terroristi, siamo sempre dalla parte delle vittime. Lo si può chiamare massacro, strage, noi abbiamo parlato di genocidio. E chi intende partecipare come carro al Pride, deve sapere che aderisce a quella piattaforma”, ha proseguito Luxuria. “Loro volevano il carro, gli organizzatori hanno voluto incontrarli per chiedere il loro parere sul manifesto della manifestazione. Noi la convivenza con gli ebrei ce l’abbiamo da sempre e sono nostri amici alleati. Però non puoi partecipare come carro organizzato a una manifestazione se non riconosci quello che sta accadendo nella striscia di Gaza. Il Pride di Tel Aviv prende le distanze da Netanyahu, i gay che vivono a Tel Aviv portano cartelli contro di lui e poi invece da noi c’è chi ha problemi a riconoscere quello che sta facendo questo governo”.

“Loro sostengono che quello che sta avvenendo nella striscia di Gaza non è genocidio, dicono che non sono d’accordo con Netanyahu, però si rifiutano di riconoscere questo come un vero e proprio genocidio. C’è una definizione inglese che si chiama ‘rainbow washing’, che vuol dire che alcuni governi pensano che se consentono un Pride, parliamo di Tel Aviv e non di Gerusalemme, pensano di poter poi fare quello che vogliono. Io non posso pensare che visto che in Israele abbiamo più diritti, loro hanno il diritto di andare a bombardare la povera gente. Questo non deve far legittimare una strage, un genocidio, un massacro di un’intera popolazione civile”, ha concluso Luxuria. “Sarebbe come se qualcuno volesse venire con le bandiere russe in questo periodo. Non si può pensare che possano sventolare le bandiere israeliane. In Israele tanti intellettuali israeliani parlano di genocidio, soprattutto ebrei ortodossi, sventolano le bandiere palestinesi parlando dichiaratamente di genocidio. Nonostante non ci sia questo carro, tutti sono liberi di venire, continua a essere inclusivo. Però noi includiamo chi è d’accordo con le nostre convinzioni”.

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