AgenPress. “Essere antifascisti non vuol dire essere necessariamente di sinistra. Questa è un’appropriazione indebita dell’essere antifascista».
Lo ha affermato questa sera a “Filorosso”, il programma condotto su Rai 3 da Antonino Monteleone con Adele Grossi, l’ex presidente della Camera ed ex leader di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini.
“La destra al Governo è antifascista, perché altrimenti non starebbe al Governo. Si giura sulla Costituzione. Come si può oggi dire che Fratelli d’Italia è fascista o postfascista? Lo dice una parte della sinistra, non tutta per fortuna, vittima di quel complesso di inferiorità”. Secondo Fini, “questa è una storia antica che risale al periodo tragico della SECONDO guerra mondiale, quando ci fu anche una guerra civile”, ricordando i partigiani bianchi della Brigata Osoppo, che erano stati ucci da partigiani comunisti.
Nel corso dell’intervista l’ex presidente della Camera ha poi affrontato i principali temi di politica internazionale, a partire dai rapporti tra Italia e Stati Uniti. “I rapporti tra Italia e Stati Uniti sono stati sempre di assoluta collaborazione. Ci sono stati anche momenti complessi, come con Craxi e Sigonella, ha ricordato. Sul presidente americano Donald Trump il giudizio è stato particolarmente severo: “Trump è un narcisista convinto che soltanto l’arroganza e la forza possano aiutarlo a raggiungere l’obiettivo che si è prefisso”. E ancora: “Io da un signore così un’auto usata non la comprerei”.
Secondo Fini “Trump non crede nella diplomazia e soprattutto nell’arte difficile della mediazione. Ha fatto saltare tutti gli schemi, perché lui non ci crede”. Riferendosi all’Iran, Fini ha aggiunto che Trump “si è reso moralmente responsabile di migliaia di innocenti”. Il riferimento è ai manifestanti scesi in piazza a Teheran, quando si pensava che il regime potesse cedere: “Trump disse: “Ragazzi resistete, stiamo arrivando”. Non sono mai arrivati”. Per l’ex Ministro degli Esteri “quei morti stanno anche sulla coscienza di Trump”. Sul conflitto in Medio Oriente ha precisato: “Israele aveva il sacrosanto diritto di reagire a chi lo aveva aggredito il 7 ottobre, ma quello che è accaduto a Gaza, la devastazione e le vittime civili, non possono essere ignorati”.
Guardando all’Europa e alla Nato, Fini ha avvertito che “il rischio di una frattura nell’alleanza transatlantica c’è” e ha sottolineato che “dobbiamo cercare di tenere questo filo, indispensabile per difendere l’Europa”. Ha inoltre espresso apprezzamento per il ministro della Difesa Guido Crosetto: “Ha detto una cosa semplice e comprensibile: nell’Alleanza ci si sta se si rispettano gli impegni presi”.
Infine, sul tema dell’immigrazione, Fini ha spiegato che “la legge Bossi-Fini la cambierei, perché è una legge datata”. Secondo l’ex ministro, il fenomeno migratorio è profondamente cambiato rispetto a quando la norma fu approvata e richiede oggi strumenti diversi. “La legge non è mai stata modificata dalla sinistra”, ha proseguito, “perché la legge Bossi Fini si muoveva sulla scia della Turco Napolitano. Il principio era: vieni in Italia? Lavori? Hai un reddito garantito? Pachi le tasse? Rispetti le leggi?”. Fini ha poi spiegato che “quando sento parlare di remigrazione è un’oscenità. Chi lo dice non ha ben presente cosa significhi”.
